Incastro a coda di rondine

Gli incastri svolgono un’importante funzione in falegnameria, in quanto servono a creare delle giunzioni stabili, resistenti e funzionali fra diversi pezzi di legno. Esistono moltissimi tipi di incastri ma quello che descriverò oggi è l’incastro a coda di rondine, che si utilizza anche in liuteria per innestare il manico dello strumento nello zocchetto di testa.

I violini barocchi non avevano questo tipo di incastro. Infatti, il tallone del manico era semplicemente incollato alle fasce e questa unione veniva rafforzata inserendo tre chiodi di ferro caldi nello zocchetto di testa dall’interno dello strumento. È evidente quindi che il manico venisse piazzato prima della chiusura della cassa armonica. Con l’evoluzione della tecnica violinistica, la necessità di una potenza di emissione sempre maggiore per grandi sale da concerto, aumentarono sempre più l’angolazione della tastiera, quindi l’altezza del ponticello, e quindi anche la pressione delle corde rendendo necessario rafforzare la tenuta del manico dello strumento alla cassa. Fu allora che iniziò la pratica di realizzare nello zocchetto di testa uno scavo a coda di rondine in cui poi incastrare perfettamente il tallone del manico dello strumento. Tale tecnica produce una giunzione molto robusta fra manico e cassa, capace di reggere gli svariati chilogrammi di peso dovuti alla tensione delle corde, senza necessità di altri rinforzi.

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Incastro del manico per violino.

Il nome dell’incastro è abbastanza ovvio: la forma ricorda la coda trapezoidale di una rodine.

La realizzazione di questo incastro è davvero complessa e richiede molta esperienza. Bisogna garantire un contatto perfetto fra quattro diverse superfici. Non solo, il manico deve essere perfettamente diritto e centrato rispetto all’asse longitudinale dello strumento, e deve avere la giusta angolazione che produca la giusta altezza della proiezione della tastiera rispetto al piano armonico (misurata al ponticello). Infine, la lunghezza da capotasto a bordo superiore  del piano armonico deve essere perfettamente rispettata rispetto ai valori canonici, in quanto servirà, insieme al diapason, a definire la lunghezza della corda vibrante.

Si procede gradualmente, con pazienza, aiutandosi con della polvere di gesso per valutare meglio il contatto fra le diverse superfici. Le prime volte sembra impossibile stare dietro a tutte le misure e gli angoli in gioco, ma come tutte le cose è questione di provare e riprovare.

Un altro tipo di incastro a coda di rondine si utilizza sovente sempre nell’incastro del manico per strumenti particolari quali viole d’amore e viole da gamba. In tal caso, finendo le fasce a filo con il tallone del manico, si realizza un incastro a coda di rondine interno, che stabilizzi e rinforzi tutta la struttura, come si vede dalla foto sotto:

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Incastro del manico per viola d’amore.

Una volta che si è soddisfatti dell’incastro, l’incollaggio in sé non è particolarmente complesso. Quello che è complesso è riuscire a valutare prima che sia troppo tardi se il manico è diritto oppure no. Ci sono molti sistemi ovviamente che permettono di aiutarsi con dei riferimenti, ma l’occhio è quello che dà il giudizio ultimo. La tastiera, ad esempio, temporaneamente piazzata con due punti di colla, aiuta molto a vedere se il manico è centrato. Si possono prendere a riferimento gli occhielli superiori delle ff e vedere se la proiezione della tastiera vi cade esattamente al centro. Il limite di questo sistema è che si deve essere certi di aver lavorato con alta simmetria nel piazzamento delle ff, altrimenti ci si portano dietro tutte le imprecisioni precedenti. Lavorando con il metodo della forma esterna o francese è più semplice mantenere un’elevata simmetria.

Un altro sistema, sicuramente il più accurato, molto utilizzato per piazzare correttamente il manico è quello di utilizzare un ponticello fittizio, tenuto fermo in quella che sarà la sua posizione definitiva mediante una molla o qualche altro marchingegno frutto del proprio ingegno, e centrare la tastiera rispetto ad esso, sempre guardandone la proiezione longitudinale.

Una volta incollato il manico, la lavorazione successiva consiste nella finitura della nocetta e del manico. A questo punto si può dire che il violino in bianco è davvero finito. Manca solo di incollare e lavorare il capotasto inferiore e poi si può iniziare a pensare alla preparazione prima della verniciatura.