I cimeli Stradivariani

Al Museo del Violino di Cremona è conservata, oltre a strumenti ad arco di inestimabile valore, una altrettanto importante collezione di forme di legno, modelli cartacei e attrezzi da lavoro del grande artista e artigiano liutaio Antonio Stradivari. Sono oltre settecento pezzi, ma il catalogo completo ne conta oltre 1300, che vanno sotto il nome di cimeli Stradivariani.

Esistono alcuni inventari di tutti questi cimeli, il primo in particolare è del 1972 ad opera di Simone Fernando Sacconi e si trova pubblicato nel suo celeberrimo libro “I segreti di Stradivari”. Successivamente furono pubblicati nuovi inventari che comprendevano sempre circa 709 reperti, provenienti (o ritenuti provenire) direttamente dalla bottega di Antonio Stradivari. Recentemente sono stati pubblicati nuovi inventari, con oltre 1300 cimeli, provenienti dai laboratori di Antonio Stradivari ed Enrico Ceruti (1806–1883), considerato l’ultimo grande liutaio della tradizione cremonese. Inutile dire che questi reperti, esposti oggi in gran parte nel Museo del Violino, siano un patrimonio dal valore enorme, che ha permesso di ricostruire la tradizione liutaria cremonese e le procedure costruttive dell’epoca del grande maestro Stradivari. Ben pochi sanno però la storia di questi cimeli di stradivari e come arrivarono a Cremona nel 1933, offerti in dono da un liutaio purtroppo poco ricordato, Giuseppe Fiorini  (1861–1934) , che voleva riportare a Cremona la culla internazionale della liuteria, con l’apertura di una scuola e con la realizzazione di un museo in cui quei cimeli venissero esposti e conservati.

L’origine di questa raccolta di reperti risale in realtà al 1893, da parte di Giovanni Battista Cerani, che donò al Comune di Cremona alcuni cimeli provenienti dalla bottega di Stradivari. Ma come dicevamo, la donazione più importante fu quella del liutaio di origini bolognesi, Giuseppe Fiorini, nel 1930. Come era venuto in possesso di questi cimeli Giuseppe Fiorini? Tutto risale a Paolo Stradivari, figlio di Antonio Stradivari, che però non si occupò di liuteria. Qualche tempo dopo la morte del padre, Paolo decise di vendere tutti gli oggetti presenti nella bottega di famiglia. Era il 1774 ed entra in gioco un altro nome importante nel panorama della liuteria e del collezionismo di strumenti, quello di Ignazio Cozio conte di Salabue (1755–1840). Egli era un nobile piemontese, grande appassionato di liuteria e di strumenti ad arco, che nel corso della sua vita riunì una delle più importanti collezioni di strumenti e materiale liutario, una cui parte passò poi nella mani di Luigi Tarisio (1796 – 1854), altro importante collezionista di strumenti. Il conte Cozio di Salabue acquistò quindi questi cimeli da Paolo Stradivari. Nel 1840, alla morte del conte Cozio, la collezione dei cimeli rimase sempre di proprietà di importanti famiglie di nobili. Una parte della collezione passò alla figlia del conte, Matilde, un’altra parte andò in eredità al marchese Giuseppe Rolando della Valle. Rimase quindi nella famiglia della Valle, dal figlio di Rolando a sua moglie Paola. Ed è proprio dalla marchesa Paola della Valle che nel 1920 Giuseppe fiorini acquistò la collezione per una considerevole cifra. Si dice in realtà che la marchesa della Valle abbia ricevuto offerte ben più importanti di quella di Fiorini, ma che abbia deciso di cedere la collezione dei cimeli al liutaio bolognese, per fare in modo che questa collezione tornasse a Cremona e servisse a riportare in questa città di fasti passati della liuteria, evitando che venisse dispersa in altre parti del mondo, da collezionisti privati.

Giuseppe Fiorini volle donare questa collezione al Comune di Cremona, ma alla condizione che venisse aperta una scuola di liuteria e si trovasse una collocazione adeguata dei cimeli in un museo. In realtà la cosa non fu così immediata, le trattative andarono avanti per degli anni e solo nel 1930 la donazione venne accettata dal Comune di Cremona. L’apertura della scuola di liuteria avvenne solo più tardi per Regio Decreto, legge 21 settembre 1938, con il nome di Scuola internazionale di liuteria in Cremona. Fiorini purtroppo era morto nel 1934 e non vide mai l’apertura di questa scuola. Si era in pieno periodo del regime fascista, e l’apertura della scuola e la forte immagine mediatica di Cremona come centro internazionale di liuteria fu anche voluta dal gerarca fascista di Cremona, il ras Roberto Farinacci. Da allora l’ascesa fu continua. Nel bene o nel male, il nome della liuteria fu associato a Cremona, certamente per le origini gloriose del passato, ma non ultimo anche per forti interessi economici e politici dei gerarchi fascisti. I cimeli di Stradivari nel frattempo subiranno diversi spostamenti fra Scuola di Liuteria e Museo Civico, fino ad arrivare nel 2013 al Museo del Violino.

La collezione dei cimeli è davvero vasta. Comprende morsetti, sgorbie, punteruoli, pinze, pialle, lime, graffietti, spessimetri, scalpelli, timbri. Ancora modelli e disegni in carta e cartoncino che servivano per la progettazione delle varie parti di uno strumento, come manici, ricci, ponticelli e tavole armoniche. Tantissime sono le forme interne presenti, usate per realizzare gli strumenti. Vi si trova la forma G, usata per il violino “Cremonese”, esposto nel museo. Sono presenti anche i disegni utilizzati per l’intaglio, la decorazione a pennello e a intarsio dei vari esemplari di strumenti ornati. Ancora, la collezione comprende il corredo che servì per la realizzazione della viola tenore Medicea, conservata alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Vi si trovano anche i disegni utilizzati per il piazzamento delle ff, una lettera autografa scritta a un committente, dei documenti relativi al funerale della moglie, etc… Insomma questi cimeli parlano della vita di Stradivari. Ci raccontano il suo modo di lavorare, la sua concezione della liuteria. Sono uno spaccato della sua vita di bottega.

Per concludere, parlando di personaggi importanti per la liuteria a Cremona, non si può non citare Ernst Walter Stauffer (1887-1974). Fu un imprenditore di famiglia elvetica, accumulò un patrimonio immenso lavorando nel settore caseario, ma era anche un gran mecenate, con un forte interesse per l’arte e per la musica. Nel 1969 donò al Comune di Cremona una cifra ingente per l’acquisto del cinquecentesco Palazzo Raimondi, per farlo divenire la sede della Scuola internazionale di Liuteria. Nel 1970 Walter Stauffer costituì la Fondazione Stauffer, chiamandola “Centro di Musicologia Walter Stauffer”, con sede sempre presso palazzo Raimondi, e con lo scopo di favorire l’insegnamento della liuteria classica, degli strumenti ad arco, della storia della musica e della musicologia in genere. Alla sua morte, Stauffer nominò la Fondazione erede universale del suo patrimonio, ricordando che Cremona non solo era stata importante per la liuteria, ma anche per la musica, avendo dato i natali ad un musicista importantissimo quale Monteverdi. L’Accademia Musicale Stauffer oggi è una delle più importanti ed organizza corsi di perfezionamento in violino, viola, violoncello, contrabbasso, quartetto d’archi, con musicista di fama internazionale.

http://www.archiviodellaliuteriacremonese.it/monografie/inventari_cimeli_liutari_cremona.aspx