Bischeri o piroli? 😊

Oggi una curiosità linguistica! Negli strumenti musicali a corda, il piròlo è quella spinetta di legno (o di metallo in alcuni strumenti) attorno alla quale si avvolge un’estremità della corda per metterla alla giusta tensione. In Toscana però difficilmente lo sentirete chiamato con questo termine, ma ben più facilmente con il nome di bìschero. Esistono anche altri termini più o meno diffusi quali chiavette, chiavi, caviglie, cavicchi, pometti.

Bìschero in Toscana è anche un modo popolare di indicare una persona un po’ ‘stupidotta’, sciocca e poco furba, ma con un’accezione non troppo negativa, quanto piuttosto di rimprovero amichevole. Nell’uso volgare indica anche il membro virile, da cui probabilmente l’espressione dialettale di bischero per la descrizione della spinetta degli strumenti musicali in riferimento alla forma dell’organo genitale maschile. In particolare, nella città di Pistoia esiste il detto “pìro” che equivale al bischero fiorentino nel significato, ed è in relazione con pìrolo nel campo musicale. Per questo in Toscana è più comune sentire la parola con l’accento sulla i, Pìrolo da pìro, appunto, e non Piròlo. I maggiori dizionari italiani preferiscono tuttavia la forma Piròlo, mentre l’accademia della Crusca fa riferimento a Pìrolo. Insomma una gran confusione! Mi viene anche in mente la parola pirla, diffusa principalmente in lombardia, con connotazioni simili a piro o bischero. Non è singolare che tutto ciò che ha una forma allungata, nell’etimo volgare riporti sempre al membro maschile? Sigmund Freud aveva ragione nel dire che vediamo la sessualità ovunque!

Incuriosito da questi termini, ho fatto alcune ricerche etimologiche sui principali vocabolari e sull’Accademia della Crusca. Ecco cosa ho trovato.

Dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani (fonte www.etimo.it):

Piròlo: Lo stesso etimo di piuòlo. Cavicchio; nei violini e simili strumenti Chiavetta, che serve a tendere e allentare le corde.

Bìschero: Per alcuni dal lat. Disculus dimin. di Discus disco, a cagione della sua forma; per altri dal germ. Busk legno, del quale vuolsi forma diminutiva (v. Bosco): ma giusta il Caix che coglie il punto dal volg.lat. Pesculum (=Pessulum) piuolo (v. Pestio) – Legnetto rotondo congegnato nel manico di certi strumenti musicali, per fermarvi le corde di essi e tenderle o allentarle a piacere, girandolo; per similit. In senso osceno. Deriv. Bischerella, bischeriera, bischeruccio.

Il vocabolario Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/) riporta queste definizioni:

piròlo s. m. [variante settentr. di piolo]. – 1. raro. Piolo, cavicchio. 2. fam. Manopola, levetta, pulsante e sim. per azionare o regolare un apparecchio, un congegno. 3. Negli strumenti musicali a corda, lo stesso che bischero (v., nel sign. 1).

bìschero s. m. [etimo incerto]. – 1. Negli strumenti musicali a corda, spina di legno o di metallo (detta anche pirolo, cavicchio, caviglia), girevole con forte attrito in sede conica; serve a dare la necessaria tensione alla corda, una cui estremità è avvolta intorno a essa. 2.Nell’uso volg. tosc., il membro virile; è anche voce pop. di ingiuria o di rimprovero, nel senso di stupido, sciocco e simili (e in questo sign. fig. ha anche il femm. bischera). Dim. bischerèllo, bischerétto; spreg. bischerùccio; pegg. bischeràccio (nel sign. fig.).

Anche il Devoto-Oli propone una simile definizione di Piròlo, sempre nella variante piana, con l’accento sulla o.

Infine, l’Accademia della Crusca (http://www.accademiadellacrusca.it/it/copertina), rispondendo ad una persona che chiedeva informazioni etimologiche di bischero, risponde con queste testuali spiegazioni:

Etimologia di bischero

Il nostro utente non è lontano dal vero a proposito dell’origine della voce bischero: il significato corrente, di uso toscano e in particolare fiorentino, di ‘stupido, fesso’, “non è che il punto di arrivo di una trafila semantica che passa attraverso i significati di ‘membro virile’, ‘legnetto affusolato’ (per tirare le corde degli strumenti musicali o per tappare l’otre) e, più genericamente, ‘piolo’, ‘cavicchio’, ‘perno'” (Alberto Nocentini, Bischero: un caso apparentemente risolto, “Archivio Glottologico Italiano”, XC – 2005, f. 1, pp. 114-116: 114).

(fonte http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/etimologia-bischero)

Passando a delle considerazioni più tecniche, di liuteria, i bischeri per violini, viole e violoncelli ed altri liuti sono realizzati con un legno molto duro, di solito ebano. Il contrabbasso fa eccezione, in quanto munito comunemente di chiavi simili a quelle della chitarra, che azionano una vita senza fine.

Il bischero si muove in degli appositi fori nella “scatola dei bischeri” ricavati con uno strumento, l’alesatore, che deve avere ovviamente la stessa conicità del bischero stesso.  Essendo continuamente soggetto a movimenti di rotazione, per l’accordatura dello strumento, va da sé la necessità di utilizzare un legno molto duro.

Oltre all’ebano, esistono altri legni duri con cui si realizzano comunemente i bischeri, fra cui il palissandro, il bosso e il pero. In linea generale, per uniformità estetica dello strumento, il legno dei bischeri è lo stesso della cordiera, della mentoniera e del bottone. La scelta è prettamente estetica più che funzionale, anche se il peso eccessivo della cordiera o della mentoniera possono avere un effetto negativo sulla produzione di armonici dello strumento. L’insieme di tutti questi elementi (bischeri, cordiera, mentoniera e bottone) è ciò che definisce la montatura di uno strumento ad arco.