Santo Serafino (1699 – 1758 ca)

Santo Serafino fu un liutaio del XVIII secolo, rappresentante della scuola veneta. Nacque a Udine nel 1699 e si trasferì poi a Venezia nel 1721. Ma iniziò ad occuparsi di liuteria prima di questo trasferimento. A Udine infatti lavorava il liutaio Francesco Goffriler ed è probabile che Santo Serafino abbia frequentato la sua bottega per apprendere i primi rudimenti di liuteria. I primi strumenti conosciuti di Santo Serafino risalgono al 1725-1726. Nel 1733 aprì la sua bottega in calle dei Stagneri, iscrivendosi all’”arte dei marzeri”, che riuniva molte confraternite di artigiani, fra cui i liutai. Tuttavia, pur continuando la sua attività, chiuse il laboratorio nel 1744, a causa delle spese ingenti che doveva sostenere per il suo mantenimento.

Per quanto concerne i suoi strumenti, i migliori risultati in termini estetici e sonori si hanno a partire dai primi anni dell’avvio della sua attività indipendente dal 1733. Mostrano una forte influenza dello stile degli Amati, ma con degli elementi importanti della scuola veneziana. La scelta del legno e la qualità sonora sono ottimi. Anche i suoi violoncelli sono molto interessanti, forse non al livello del suono di quelli di Domenico Montagnana e Matteo Goffriler. Tuttavia a partire dal 1740 lo stile si fa meno curato e gli strumenti hanno un minore interesse. La vernice è di colore arancio su fondo giallo, paragonabile alle bellissime vernici cremonesi del periodo classico. Nella fascia inferiore vicino al bottone Santo Serafino imprimeva il suo timbro a fuoco SERAFIN.

Anche il nipote Giorgio Serafino (1726-1775) seguì la strada della liuteria, ereditando il laboratorio di Montagnana, scomparso nel 1750.