Jacobus Stainer (1619 – 1683)

Oggi vediamo anche qualche cenno su un liutaio austriaco, attivo già prima di Stradivari, e molto conosciuto e famoso in Europa nella prima metà del XVIII secolo, tanto da essere spesso considerato come il “padre del violino tedesco”.

Nacque nel 1619 ad Absam in Austria, figlio di un minatore. Fino al 1630 frequentò le scuole, poi venne mandato da un sacerdote ad Innsbruck per apprendere l’arte della costruzione di organi con Daniel Hertz. In realtà non era portato per questo lavoro ed iniziò, invece, ad interessarsi alla realizzazione di strumenti ad arco. Per avere delle buone basi ed una buona formazione tecnica di falegnameria ed ebanisteria, lavorò per un periodo come apprendista in una falegnameria di un parente.

Il passaggio più importante verso la strada della liuteria fu segnato nel 1644, quando si trasferì a Cremona per ricevere la formazione definitiva come liutaio. Si pensa che sia stato allievo di Nicola Amati, ma in realtà non esistono documenti che provino una simile formazione. Il soggiorno Cremonese fu però breve, perché già un anno dopo, nel 1645 fece ritorno ad Absam, dove aprì il suo laboratorio di liuteria. Si sposò ed ebbe otto figli. La sua fama di liutaio era in continua ascesa, ed iniziò a ricevere commissioni di strumenti per i musicisti di corte e per le orchestre ad esempio del duomo di Innsbruck, Salisburgo, Monaco di Baviera, Bolzano, Merano, Bressanone, Venezia, ed anche per la corte di Spagna. Il periodo migliore della sua produzione è proprio questo, almeno fino agli anni 60 del 1600. Nel 1656 era già molto conosciuto ed apprezzato ed il successo gli permise di acquistare casa, che divenne anche il suo centro di attività liutaria. Anche il duca Ferdinando Carlo d’Austria, che aveva spostato Anna de’ Medici, figlia di Cosimo II, Granduca di Toscana, commissionò degli strumenti a Stainer e gli conferì l’onorificenza di “Servo dell’Arciduca”. Fu poi insignito nel 1669 del titolo di “Servo Imperiale” dall’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo.

Purtroppo gli ultimi anni della sua vita non furono molto fortunati. Venne arrestato ad Innsbruck in quando trovato in possesso di libri proibiti e considerati eretici, sulla riforma luterana. Continuò a produrre strumenti, ma probabilmente a causa della sua persecuzione come eretico cadde in una sindrome maniaco depressiva e nel 1983 morì ad Absam.

Lo stile di Stainer, per lo meno del primo periodo, risente molto dell’influsso di Amati, con cui condivide molte similarità estetiche. Dal 1656, ovvero da quando stabilì la sua bottega nella nuova casa ad Absam, produsse forse i suoi migliori strumenti. Ben prima quindi che l’influenza di Stradivari si facesse sentire a partire soprattutto dalla prima metà del XVIII secolo, gli strumenti di Stainer avevano avuto un forte impatto sulla liuteria di molte città Europee. Le commissioni, in particolare, della corte di Ferdinando Carlo d’Austria e poi dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, legati alla famiglia nobile dei Medici fiorentini, aveva determinato una intensa diffusione della liuteria austriaca di Stainer nelle scuole fiorentine e toscane in generale, ma anche in quelle Veneziane, nonché Inglese e Tedesche e Austriache ovviamente. I suoi strumenti hanno un’ottima sonorità e spesso, soprattutto quelli del primo periodo hanno una tipica forma Amatizzata, con bombature molto evidenti. Spesso la testa dei violini è scolpita con figure di leoni, angeli o donne. La sua produzione fu prevalentemente rivolta ai violini, anche se non mancano viole e alcuni violoncelli. In totale Stainer realizzò circa 300 strumenti, ma senza mai avvalersi di collaboratori o allievi. Non ha infatti lasciato un seguito diretto di allievi per tramandare la sua attività. Uno dei suoi violini più pregiati è conservato presso il Museo Regionale Tirolese Ferdinandeum ad Innsbruck.