Andrea Amati e l’orchestra Carlo IX

Carlo IX di Valois (1550 – 1574) fu re di Francia dal 1560 al 1574, figlio di Enrico II e Caterina de’ Medici. Il nome di Carlo IX è ben noto in ambiente liutario, in quanto egli commissionò ad Andrea Amati un corposo gruppo di strumenti ad arco (circa 38 strumenti), di cui molti però sono dispersi o andati distrutti. Gli strumenti di Andrea Amati sono molto rari, ed è significativo il fatto che circa la metà degli strumenti superstiti di questo autore fanno proprio parte della commissione per l’orchestra di Carlo IX.

Caterina de’ Medici, nata il 13 aprile 1519, aveva sposato Enrico II nel 1533. Nel 1559 alla morte di Enrico II, dopo un breve regno di Francesco II, la regina Caterina divenne reggente al trono, in nome del figlio Carlo IX, che era ancora troppo giovane, avendo soltanto 10 anni. Il regno di Caterina de’ Medici è ricordato soprattutto per i sanguinosi scontri religiosi fra cattolici e protestanti, nonostante gli sforzi di mediazione di Caterina, ma non si deve dimenticare il suo enorme apporto alla cultura della corte reale. Richiamò alla corte francese un gran numero di intellettuali e artisti italiani, ed è molto probabile che la commissione di strumenti fatta ad Andrea Amati nel periodo 1564-1574 provenisse proprio da Caterina de’ Medici. Nel 1570 si celebrò il matrimonio di Carlo IX con Elisabetta d’Austria, ed è probabile che l’ordinazione degli strumenti per l’orchestra servisse proprio per celebrare questa unione.

Prima di proseguire merita però approfondire la figura di Andrea Amati. Nato a Cremona nel 1505/1510 egli è stato il capostipite di una famiglia di liutai che ha visto nascere Niccolò Amati (nipote di Andrea), il maestro di Antonio Stradivari e Andrea Guarneri. Andrea Amati è considerato l’origine della liuteria Cremonese nel XVI secolo. Non è ben chiaro come Andrea Amati si fosse avvicinato alla liuteria. Alcuni ritengono che abbia imparato la costruzione dei liuti nella bottega di Giovanni Leonardo Martinengo. Costui è il primo liutaio attivo a Cremona nel secondo e terzo decennio del XVI secolo, di cui si abbiano documenti storici. Ma non esiste comunque una prova storica che Andrea Amati si fosse formato nella sua bottega. Secondo altri esperti, anche in basi ai tratti di somiglianza estetica fra i loro strumenti, egli fu allievo di Gasparo da Salò a Brescia. Si ipotizza anche che inizialmente si fosse formato a Cremona come costruttore generico di liuti, ma che poi abbia appreso del nuovo mercato di strumenti ad arco che fioriva a Brescia e sia passato alla costruzione dei violini, introducendo questi strumenti per la prima volta anche a Cremona.  Secondo questa ipotesi, la nascita del violino sarebbe quindi da collocare al di fuori di Cremona, in particolare a Brescia con Gasparo da Sarò. Ma non esistono documenti certi che confermino queste ipotesi, per cui rimangono solo a livello di supposizioni.  Andrea Amati morì nel 1577 e lasciò la bottega in eredità ai figli Antonio e Girolamo. Girolamo sarà il padre di Nicola Amati, il Maestro di Antonio Stradivari e Andrea Guarneri. In ogni caso Andrea Amati è a tutti gli effetti il capostipite di una dinastia di liutai artigiani, che seppero dare un fondamentale apporto innovativo per la storia degli strumenti ad arco, definendo le proporzioni dei diversi membri della famiglia degli archi: violini piccoli e grandi, viole grandi e piccole, e quello che oggi chiamiamo violoncello.

Ma torniamo agli strumenti commissionati da Carlo IX. Se pensiamo anche alla commissione fatta ad Antonio Stradivari, più di un secolo dopo, nel 1690, sempre da parte dei Medici per il famoso quintetto, è singolare riflettere su come questi artigiani accettassero sovente incarichi dalle corti più importanti e potenti, ma senza entrare a far parte di quel sistema nobile, molto diverso dalle loro umili vite di artigiani. Insomma, c’era un interesse economico ma l’artigiano liutaio rimaneva sempre distaccato da questo stile di vita. Per gli artisti o intellettuali di corte la situazione talvolta era diverso, divenendo proprio dei dipendenti delle corti dei nobili.

In totale gli strumenti ordinati ad Andrea Amati erano trentotto (12 violini piccoli, 12 violini grandi, 6 tenori e 8 bassi), ma si parla anche di 24 o 26 secondo altre fonti. Dovevano essere splendidi, dovevano simboleggiare la magnificenza e lo splendore della corte. Quelli giunti a noi hanno ancora tracce delle ricche decorazioni a foglia d’oro che li ricoprivano, raffiguranti gli emblemi della casa reale e della famiglia dei Medici. Il fatto è che durante la rivoluzione francese del 1789 sono andati dispersi o distrutti e ne sono giunti a noi soltanto pochissimi esemplari. Fra questi vi sono un violino grande, chiamato appunto Violino Carlo IX. La sua data di costruzione, indicata dall’etichetta conservata all’interno dello strumento è il 1566. Dopo numerosi passaggi di proprietà, oggi il violino è conservato ed esposto a Cremona. Ha il fondo in un solo pezzo in acero con marezzatura molto marcata. Le fasce e il riccio sono sempre in acero, molto simile al fondo. La tavola armonica è in due pezzi di abete rosso con venatura media e regolare. Si notano sul fondo diversi residui di decorazioni a foglia d’oro degli emblemi reali del re Carlo IX di Francia e di sua madre Caterina de’ Medici. Addirittura sulle fasce sono ancora presenti tracce leggibili del motto: PIETATE ET IVSTITIA, con nelle CC alcuni resti della decorazione floreale. Anche la testa presenta residui delle decorazioni in foglia d’oro. La vernice è bruno-arancio.

Un altro strumento arrivato fino a noi è la una viola tenore conservata in ottime condizioni presso l’Ashmolean Museum di Oxford.

Si conosce anche quello che è considerato il violoncello più antico del mondo. È noto come “King cello” ed è conservato National Music Museum in South Dakota. Anche in tal caso sono presenti ricche decorazioni e dipinti che rimandano ai reali francesi e alla famiglia dei Medici. In particolare sulle punte sono presenti anche dei gigli dorati. Le fasce d’acero hanno scarse tracce della stessa iscrizione: PIETATE ET IVSTITIA. Questo violoncello era quindi il membro di una grande famiglia di strumenti ideati da Andrea Amati, con delle relazioni geometriche e matematiche ben precise fra di loro.

In un certo senso questo insieme di strumenti realizzato da Andrea Amati per Carlo IX era una delle prime orchestre complete di strumenti ad arco nella storia della musica, con proporzioni di dimensioni e di intonazione ben definite ed in rapporti precisi gli uni con gli altri.

Link utile:

https://www.cmuse.org/worlds-oldest-cello-the-king-by-andrea-amati/