Lavorare con le mani

Io non sono in pace con me stesso se non lavoro, ovvero se non creo, con le mani. La liuteria mi ha permesso di conciliare questa mia attitudine alla manualità con la passione per il legno e per la musica. Io credo che sia uno dei lavori più “completi” ed appaganti che possano esistere. Cercherò di spiegarmi meglio.

IMG_20180122_213209.jpg

A differenza di altri mestieri artigianali, nella liuteria non basta essere abili nel lavorare la materia, in questo caso il legno, ma si deve possedere anche una sensibilità particolare per il mondo musicale. Lo strumento alla fine dovrà suonare e dovrà quindi possedere un bel suono perché susciti interesse nei musicisti. Al limite, si riuscirà ad avere più successo con strumenti non perfetti esteticamente, ma con un suono bellissimo. Come dicono molti Maestri, il liutaio dovrebbe sempre ricordare che uno strumento bellissimo ma che non suona, rimarrà in una vetrina. Uno strumento brutto ma che suona bene si venderà a minor prezzo, ma si venderà. Uno strumento bello e anche con un bel suono rappresenta ovviamente il connubio perfetto.

Una delle sensazioni più belle mentre costruisco uno strumento è proprio quella di sentire che un blocco di legno rettangolare inizia a prendere forma e pian piano inizia sempre a più a vibrare anche al suono della propria voce. La fase più emozionante in questo senso è nel momento in cui si chiude la cassa armonica e si sente vibrare nelle proprie mani mentre si continua a lavorare allo strumento.

Fare il liutaio non è facile quindi come mestiere. Al di là di alcune doti di abilità manuale che bisogna possedere, si deve essere anche in grado di sviluppare con l’esperienza una sensibilità musicale, ovvero la capacità di dirigere e di indirizzare le attenzioni costruttive in modo da ottenere anche un dato risultato sonoro sperato e atteso. E questo è tutto fuorché semplice. Anche perché le variabili in gioco sono così tante, che è impossibile avere un controllo completo sulle proprietà sonore dello strumento finito durante la sua realizzazione. Ed esiste sempre un fattore imponderabile che fa sì che poi ogni strumento manifesti delle sue “caratteristiche” sonore. Ma con l’esperienza acquisita, a forza di insuccessi, errori, ma anche soddisfazioni, si può per lo meno tentare di riuscire ad avere un controllo anche sulle potenzialità sonore.

Questi aspetti pratico manuali, che accomunano il liutaio ad un intagliatore o ebanista, si fondono quindi agli aspetti sonori ed alla sensibilità musicale. E non dovrebbero mai essere svincolati l’uno dagli altri. Il liutaio è un artigiano falegname, un po’ musicista e un po’ pittore. Sì anche un po’ pittore perché comunque tutta la parte di verniciatura dello strumento, con vernici ad alcool o ad olio, richiede delle discrete conoscenze in questo campo. Altro connotato importante del liutaio è anche la conoscenza della storia della liuteria. Soprattutto se si è interessati anche ad occuparsi di riparazioni o restauro di strumenti. In ogni caso conoscere le origini storiche della liuteria classica italiana è importante per la consapevolezza della tecnica costruttiva.

Ecco, direi che ciò che amo di più della liuteria è proprio questo aspetto multidisciplinare. Non ci si stanca mai! Ed anche se certe fasi del lavoro sembrano ripetitive, in realtà non è così. Ogni strumento è un’opera unica. E per di più c’è una costante evoluzione delle proprie abilità. È quasi incredibile come le mani, per tornare al titolo di questo articoletto, acquisiscano con il tempo una sempre maggiore sicurezza di quello che stanno facendo, e si riesca in questo modo a controllare sempre più quello che si vuole ottenere. Perché nei primi strumenti che si costruiscono, certi dettagli estetici non vengono spesso come ci eravamo prefissati, bensì come una somma di errori ed imprecisioni fanno sì che alla fine vengano. Mentre con il tempo si riesce a controllare sempre più il risultato estetico finale, realizzando quello che abbiamo in mente, anche se questo comunque richiede tempo e dedizione.

Per concludere, nel mio percorso mi sono avvicinato alla liuteria per una combinazione di eventi, dopo aver studiato il violino per una decina di anni a livello amatoriale in una scuola di musica, ed è stato subito amore. Sento che nella liuteria è tutta la mia vita, perché quando sono con i miei strumenti sto bene con me stesso e quindi con gli altri. Mi viene da usare una frase di un liutaio fiorentino del novecento, Lapo Casini, che diceva: “Ero cresciuto tra i violini e fra i violini avrei vissuto. E ai violini ho voluto tanto bene e in loro compagnia non mi sono mai annoiato.