Perché questo blog?

Perché scrivo tutte queste cose? Me lo sono chiesto più volte 😊 e siccome non vorrei che passasse un messaggio sbagliato, ci tengo a precisare con due righe il perché ho deciso di tenere questo blog sulla liuteria.

Primo non sono un maestro, sono all’inizio di questa bellissima attività di liutaio e ho soltanto da imparare. Scrivere di cose che ho studiato sui libri, ascoltate dagli scambi di idee di grandi maestri, lette in giro su internet, è per me un modo di ripensare all’argomento e magari offre degli spunti utili a chi è agli inizi come me. La liuteria mi ha stregato ed appassionato come una cosa che inspiegabilmente mi nasce nelle corde più profonde dell’anima e non saprei spiegarne il motivo.

Quindi quello che scrivo qua, è senza alcuna pretesa di giudicare un metodo o una tecnica migliore di un’altra, una scuola meglio di un’altra, ma soltanto perché mi piace parlarne per rifletterci sopra, come del resto è il senso di tutto questo mio blog. Non solo non avrei le capacità, l’esperienza e le conoscenze per giudicare nel campo della liuteria, ma neppure mi piacerebbe farlo perché a mio avviso è un lavoro artistico-artigianale in cui è vero tutto ed il contrario di tutto. Non esiste un metodo buono ed uno cattivo di operare, purché si rispettino dei canoni fondamentali e che il lavoro sia fatto con le proprie abilità manuali e con il proprio ingegno, con correttezza ed onestà.

Chi pensa di imparare qualcosa qui si sbaglia, perché io non cerco proprio di insegnare niente a nessuno. Mi piace la liuteria, come ho detto è qualcosa che nasce dentro il mio cuore, e parlarne e condividere certi pensieri o idee, con umiltà e apertura mentale, mi rilassa ed aiuta anche me a pormi delle domande per continuare a crescere. I mezzi informatici e tecnologici di oggi offrono questa possibilità, che oltretutto serve anche a farsi conoscere, quindi mi sono detto, perché non utilizzarla? E’ una sorta di diario di un liutaio alle prime armi, niente di più!

Tutto qua! Per me chi cerca sempre di criticare ottusamente gli altri per imporre il proprio metodo come l’unico vero e valido, è perché vive con frustrazione una propria condizione di insoddisfazione. A me questo non riguarda.

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