Il momento magico: si tendono le corde per la prima volta!

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Tutto pronto per il montaggio delle corde!

È sempre un momento emozionante! Quello in cui dopo la lunga sequenza di fasi che precedono la montatura finale dello strumento (La montatura), si installano per la prima volta le corde e le si cominciano a tendere, mediante i piroli, così da arrivare alla giusta accordatura. Accordatura che in un violino nuovo e con corde nuove durerà ben poco, ma quanto basa per sentire i primi vagiti della nuova creatura. È solo l’inizio di una nuova fase, quella di messa a punto dello strumento. Ed è qui che sarebbe bene avere, anzi direi che è essenziale avere, il supporto di un musicista professionista, che provando lo strumento, possa esprimere i suoi pareri, non tanto sul tipo di montatura o su dettagli estetici, ma su eventuali “difetti” nella produzione del suono. Ad esempio se la tastiera presenta delle zone non ben rettificate, se qualche corda tende a produrre rumori indesiderati (si dice che “frigge”) sfregando sulla tastiera, se il suono è equilibrato su tutte le corde, e così via. Purché rientri nei range standard, non si darà molto peso in questa fase ai parametri più tecnici della montatura, ad esempio l’altezza delle corde sulla tastiera (Il capotasto superiore – Il ponticello) perché musicisti diversi possono avere esigenze molto diverse. Questa fase serve invece ad individuare eventuali problemi che si presentano sempre, indipendentemente da chi suona lo strumento. Dopo questa prima prova, è importante anche capire come lo strumento risponde a minimi spostamenti dell’anima (L’anima del violino, questa misteriosa!). Insomma è una fase in cui si evidenziano le potenzialità dello strumento. La messa a punto definitiva verrà fatta poi in caso di interesse commerciale da parte di un musicista, adattando lo strumento alle sue specifiche esigenze tecniche. Tenendo però anche conto che spesso, a meno di non aver a che fare con musicisti professionisti molto attenti ai dettagli tecnici, per la maggior parte dei musicisti, soprattutto studenti, la sensibilità nei confronti di minime variazioni della montatura (purché ripeto nei range standard) è difficilmente avvertita.

Insomma è un momento davvero emozionante, capace di dare enormi soddisfazioni nel caso in cui il musicista inizi ad esprimere giudizi positivi sul suono e sull’equilibrio sonoro. Ma anche di poter dare delusioni nel caso in cui lo strumento non abbia quelle potenzialità sonore che speravamo. Ma questo è un lavoro in cui gli insuccessi sono utili per migliorarsi, quindi non ci si deve demoralizzare.

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Il violino finalmente finito e pronto a suonare! 🙂

Ovviamente il suono che ascolteremo dallo strumento appena montato sarà destinato a mutare nel tempo, via via che lo strumento si assesta sotto la pressione delle corde. È quella che si chiama maturazione del suono e ne abbiamo parlato in un altro articolo (Apertura del suono dello strumento).

Comunque vada ritengo che ci sia qualcosa di davvero magico nel costruire con le proprie mani uno strumento musicale. Se poi si ha anche la soddisfazione di cedere lo strumento ad un musicista, il sapere che quella nostra creazione produrrà chissà quali melodie per secoli è qualcosa di impagabile. Quelle note musicali sono parte del liutaio, come parte del liutaio è lo strumento stesso. C’è un po’ di noi nella sua voce e nel suo timbro!