Il capotasto superiore

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Capotasto ancora da portare alle misure definitive prima dell’incollaggio della tastiera.

Oggi parliamo di un piccolo componente del violino (ma potremmo estendere anche agli altri strumenti ad arco): il capotasto superiore. È quel piccolo pezzetto di ebano che si trova davanti alla tastiera, subito prima della cassetta dei piroli e su cui si trovano le tacche di posizionamento delle corde dello strumento. Viene solo abbozzato durante la lavorazione del manico e della testa, dandogli quella che approssimativamente sarà la sua forma definitiva. Ma una volta incollata la tastiera (Incollaggio della tastiera) e prima della montatura dello strumento, giunge il momento di dargli la sua forma e le sue dimensione definitive. Per dimensione si intende essenzialmente la sua altezza sopra la tastiera, perché questa altezza o sporgenza del capotasto sulla tastiera determinerà quanto saranno alte le corde sulla tastiera in corrispondenza del capotasto stesso. È facile capire che corde molto alte rendono più difficile suonare, dovendo applicare molta pressione con le dita per schiacciarle contro la tastiera, ma dal canto loro corde molto basse che al limite toccano quasi la tastiera possono dare problemi di suoni indesiderati dovuti proprio al contatto della corda con la tastiera durante la vibrazione della corda stessa. Le corde inoltre non hanno tutte lo stesso diametro, la corda del mi (la più acuta) è molto più sottile della corda del sol (la più grave) e di conseguenza l’oscillazione della corda Mi è meno ampia di quella della corda Sol. In altre parole la possibilità di avere sfregamenti sulla tastiera è molto più facile per la corda più grave. Quindi l’altezza del capotasto sulla tastiera va a diminuire passando dal Sol al Mi. Ad esempio si passa da 0.8-1.0 mm di altezza sul Sol, fino a 0.6-0.5 sul Mi. Considerando poi che la tacca di posizionamento della corda sarà circa profonda la metà del diametro della corda, questa si avvicinerà ulteriormente alla tastiera e dovremo tenerne conto. In realtà non esistono misure fisse uguali per tutti i musicisti. Dipende molto dalle mani del musicista, dalla sua tecnica, dalla sua abitudine. Per cui in questa fase, a meno di non avere lo strumento commissionato su specifiche richieste di un musicista, è bene tenersi genericamente sui valori più alti. In questo modo si è sempre in tempo ad abbassare il capotasto superiore se le corde sono troppo alte. Se lo facciamo fin da subito troppo basso, poi occorre cambiare il capotasto e rifarlo da capo.

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Capotasto su violino finito.

Altro aspetto importante del capotasto è quello della curvatura con cui scende nella scatola dei bischeri. Qui conta molto l’esperienza. Diciamo che le corde dovrebbero salire dalla scatola dei bischeri ed adagiarsi sul capotasto nelle rispettive tacche senza creare scalini netti, ma quasi continuando armoniosamente con la loro direzione.

La larghezza del capotasto di solito è una dimensione ben standardizzata. Nel caso del violino 4/4 per esempio oscilla fra 24 e 25 mm, ma mai sopra i 25 mm. La distanza delle tacche e quindi delle corde è anch’esso di conseguenza un parametro piuttosto fisso e standardizzato. Ma è molto importante fare attenzione che le tacche e di conseguenza le corde siano equidistanti fra di loro.

Molto importante è infine il bordo laterale del capotasto, che continua il bordo laterale della tastiera. Lasciare uno scalino sopra la tastiera in questa zona può essere fastidioso per il musicista quando si trova a suonare al capotasto, un semitono sotto la nota della prima posizione. Di solito si rifinisce il capotasto in modo che l’altezza sulla tastiera sia praticamente nulla in corrispondenza del bordo e si alzi poi subito al valore finale per le corde Mi e Sol agli estremi.

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Altra vista del capotasto con la partenza delle corde dalla scatola dei piroli.

Le tacche di posizionamento delle corde vengono realizzate segnando prima con un lapis o con una leggera incisione con la lama di un coltellino la posizione della tacca stessa, e poi utilizzando degli specifici set di lime che hanno uno spessore diverso in relazione a diametro della corda. Esiste quindi per il violino una limetta per la tacca del Sol, una per il Re, una per il La ed una per il Mi. Le corde devono scorrere liberamente dentro queste tacche, senza attrito altrimenti si rischiano due problemi: rovinare le corde, soprattutto il rivestimento metallico a spirale e consumare molto velocemente il capotasto con le corde che affondano sempre più nelle tacche. Si può utilizzare della grafite passando la mina di un lapis morbido in corrispondenza delle tacche per migliorare lo scorrimento delle corde nelle tacche.

Sembra quasi incredibile quindi come in un pezzettino di legno così piccolo ci siano tantissime misure e dettagli a cui stare attenti! Proprio per tutti questi fattori di cui ho parlato, se prendete strumenti di autori diversi noterete come i capotasti siano sempre diversi, eppure sempre funzionali!

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