Il liutaio e il musicista

Il rapporto che esiste fra musicista e liutaio va ben oltre un classico rapporto professionale. Con tutto ciò che di positivo e di negativo ne consegue! 😊 Il musicista ha di solito un liutaio di fiducia a cui si affida per le manutenzioni del proprio strumento. Sì, perché il liutaio non è solo quella figura mitologica piena di trucioli di legno che vende lo strumento e poi si dimentica del musicista a cui lo ha venduto. Lo strumento ad arco, come tutti gli strumenti musicali del resto, ha bisogno nel tempo di una manutenzione per potersi conservare e per poter suonare sempre nelle migliori condizioni. Al di là della cura e delle attenzioni quotidiane necessarie da parte del musicista, periodicamente lo strumento avrebbe bisogno di una pulizia generale della vernice, soprattutto nella zona vicina al ponticello dove tende ad accumularsi la pece dell’archetto (molti musicisti hanno il vizio di non togliere mai la polvere della pece con un panno dopo aver suonato! 😊), inoltre avrebbe bisogno di una verifica dell’anima, del ponticello, dei capotasti e così via… Altro tipico lavoro non complicato che ormai molti liutai fanno senza problemi è la ricrinatura dell’archetto. Ma come dicevo si instaura una sorta di legame di fiducia fra liutaio e musicista. Un rapporto di reciproco scambio che è da sempre esistito nell’evoluzione storica della musica e della liuteria. Le nuove esigenze musicali nel graduale passaggio da barocco a romanticismo, doveva risolversi anche in nuove esigenze costruttive, per la realizzazione di strumenti che fossero adatti a quel nuovo tipo di musica e al nuovo modo di suonare. Basta pensare alla trasformazione del violino barocco in violino moderno, con il manico innestato nello zocchetto di testa e non più inchiodato alle fasce e con una forte angolazione del manico stesso che permetteva una maggiore pressione delle corde, quindi suono più potente capace di riempire grandi sale da concerto gremite di spettatori (La montatura – Il ponticello).

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Intanto il liutaio viene scelto dal musicista in relazione anche al valore degli strumenti e alla fama/esperienza del liutaio stesso. È innegabile che sia così. Immaginatevi di essere un musicista solista, virtuoso di fama mondiale, e di possedere uno strumento prezioso, come uno Stradivari o un Guarneri del valore di svariati milioni di euro. Certo non vi passerebbe neppure per la mente di affidare lo strumento ad un liutaio inesperto e magari all’inizio della sua attività. Lo stesso liutaio, se onesto, non prenderebbe neppure in considerazione restauri o messe a punto su strumenti così importanti. Oltre al rispetto, non ultimo serve avere anche una discreta assicurazione per eventuali danni! Quindi è ovvio che in questi casi estremi il musicista si rivolgerà a grandi liutai, restauratori di fama internazionale, con grandi assicurazioni sulla propria attività. Ma nei casi più comuni, diciamo “normali” o alla portata di tutti, ogni musicista si rivolgerà al liutaio da cui ha acquistato lo strumento, oppure al liutaio amico, o a quel liutaio che gli ispira più fiducia e di cui magari ha sentito ben parlare da altri colleghi musicisti.

Ma in queste mie semplici considerazioni sulla relazione musicista-liutaio, sono partito forse dal caso finale, ovvero quello in cui il musicista ha già il suo amato strumento e vuole fare o una manutenzione o un restauro o una messa a punto. Ben diversa è la situazione in cui il musicista si presenti dal liutaio con l’obiettivo di provare gli strumenti per valutare un eventuale acquisto. Premetto a scanso d’equivoci che è molto importante per il liutaio avere un musicista in bottega che prova gli strumenti, ottenendo così dei fondamentali feedback sulle loro potenzialità sonore e sui loro difetti, che sono il vero importante giudizio per la crescita professionale del liutaio. Il punto è che alle volte il musicista dà anche dei giudizi poco costruttivi per il liutaio. Cioè voglio dire che i giudizi importanti e costruttivi sono quelli che riguardano eventuali difficoltà sull’emissione sonora, tipo corde che friggono, suono non bilanciato sulle varie corde, Mi che fischia, manico non scorrevole, tastiera non rettificata a dovere… già si potrebbe discutere quando si comincia a dire il ponticello è troppo alto o troppo basso, le corde troppo alte o troppo basse, la mentoniera non mi piace, etc… perché questi aspetti legati alla montatura sono molto soggettivi e magari uno strumento criticato per questi aspetti da un musicista, è adorato da un altro che è abituato a suonare con una tecnica diversa. Mentre invece se una corda frigge o lo strumento non è bilanciato lo sarà per tutti i musicisti che lo provano. Caso estremo e antipatico poi è quello di quei musicisti che si improvvisano liutai e che danno addirittura commenti e giudizi sul tipo di bombature dello strumento, sulle punte, sul filetto o sulla testa. Ma dico io, se non ti piace, lascialo perdere! Dire che una bombatura è troppo alta o troppo bassa cosa vuol dire? Alta o bassa rispetto a cosa? Lo strumento è un insieme di parti costruite con un criterio e in base alla sensibilità e l’esperienza del liutaio. Esistono violini con bombature da 13 cm fino a quasi 20 cm e tutti suonano benissimo se certi criteri vengono rispettati in sinergia a quelle bombature (come altezza massima di piano armonico o fondo musicale). Ci saranno accorgimenti costruttivi diversi se si utilizzano bombature più alte o meno alte, non vi pare? Ho preso l’esempio delle bombature perché mi è capitato di sentire questo commento raccontato da un amico liutaio. Sarebbe un po’ come se io, che ho studiato violino ma non lo suono certo benissimo e solo per mia personale passione, mi permettessi di dire ad un musicista mentre prova un mio strumento che la sua arcata non è corretta, o che tiene il violino troppo inclinato. Non mi potrei mai permettere di fare simili osservazioni, primo perché non ho competenze per farle, secondo perché poi la tecnica esecutiva acquista dal musicista finisce per essere molto personale. Eppure capita anche di questo! Oggi giorno se le persone non si sentono onniscienti non vivono serene! Spesso però finisco per scoprire che più una persona si spaccia per onnisciente, più lo fa per mascherare dei propri limiti intellettuali. 😊

Attenzione, non mi fraintendete, come ho premesso, il giudizio di un musicista è fondamentale per il liutaio, e anzi spesso bisognerebbe che più musicisti provassero gli strumenti per avere opinioni diverse. È solo che alle volte, per fortuna di rado, capita anche che il musicista voglia fare l’esperto liutaio adducendo quello che secondo lui è un problema dello strumento ad un dettaglio costruttivo che in realtà è solo uno delle centinaia di dettagli che costituiscono lo strumento. Anche perché hanno tentato di studiare e teorizzare il violino in ogni possibile modo, ma senza giungere a conclusioni definitive. Alla fine esiste sempre a mio avviso un fattore imponderabile che farà sì che ogni strumento, per quanto costruito rispettando tutti i canoni classici, abbia una voce più o meno potente, più o meno brillante. Ed essendo ogni voce caratteristica dello strumento, può piacere ad un musicista e non piacere ad un altro, perché si entra nel gusto personale.

Diversa è invece la situazione in cui sono i commercianti a presentarsi per l’acquisto degli strumenti. In tal caso ho visto scegliere o selezionare ad alcune fiere, degli strumenti senza neppure provarli, ma semplicemente per il colore della vernice, il tipo di montatura… insomma per aspetti puramente estetici. Il mondo del commercio è alle volte completamente a sé stante da quello dei musicisti.

Continuo a dire che per il liutaio sarebbe davvero importante avere sempre un musicista amico, di fiducia, a cui far provare gli strumenti. Primo perché gli strumenti devono essere suonati per l’apertura del suono (Apertura del suono dello strumento) e poi oltre che per scovare eventuali problemi, anche per la messa a punto finale. Ad esempio fra le tante cose da aggiustare, una molto interessante spostare l’anima e sentire come cambia, se cambia, l’emissione dello strumento, fino a trovare la sua posizione ottimale (L’anima del violino, questa misteriosa!).

Insomma il senso di questo articolo è quello di far capire che il legame fra liutaio e musicista è importantissimo. È ciò che permette al liutaio di crescere nella sua attività, imparando ad accettare le critiche e a migliorarsi continuamente. Ma come in tutte le cose della vita, le critiche servono se sono sincere, riferite al contesto e costruttive. Altrimenti finiscono solo per essere una perdita di tempo per tutti e solo un misero tentativo di sentirsi sempre al centro dell’attenzione.