La finitura prima della verniciatura

Questa fase della costruzione di un violino può richiedere un tempo infinito. Dipende da quanto il liutaio è alla ricerca della perfezione nella finitura superficiale. Perfezione intesa come eliminazione di qualsiasi difetto estetico, qualsiasi segno lasciato dagli attrezzi, qualsiasi minimo bozzo sul legno. Per quel che mi riguarda, pur essendo preciso per carattere, la perfezione assoluta mi stanca. Qualche piccolo segno o difetto è la prova di un lavoro manuale alla vecchia maniera. Piccoli difetti parlano di sé, della loro storia e rendono il lavoro unico ed irripetibile. Certo, questo non deve diventare una giustificazione di un lavoro poco accurato, ma credo che alla fine ci sia differenza fra uno strumento così perfetto che sembra uscito da una macchina, ed uno con qualche difettuccio estetico qua e là che gli dona carattere, potenza espressiva e in cui si distingue la personalità del liutaio.

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Ma andiamo per gradi.Il violino è finito in bianco. Deve essere preparato a ricevere la vernice. La prima fase di questa “preparazione”, consiste in una levigatura di tutte le sue superfici, così da rimuovere tutte le irregolarità e difetti (graffi, segni di attrezzi, etc.) eventualmente lasciati dalle precedenti lavorazioni, nonché sporcizia e untuosità delle mani che potrebbero creare problemi di aderenza della vernice. Si possono utilizzare carte abrasive via via più sottili, ma soprattutto le rasiere (Le rasiere).

La tastiera, che era stata provvisoriamente incollata per lavorare e posizionare il manico, viene rimossa. È molto importante in questa fase utilizzare una luce radente in un ambiente piuttosto buio. La luce radente mediante giochi di luci ed ombre, mette bene in risalto tutti i difetti della superficie, bozzi, avvallamenti, graffi, residui di colla, etc… Ci si arma quindi di pazienza in base a quanta ne possediamo e mediante rasiere in metallo e/o carte abrasive, si cerca di ottenere delle superfici senza difetti, che viste in luce radente si mostrano perfettamente regolari e lisce. Questo vale per tutte le superfici: fondo, piano, testa, fasce. A me è stato insegnato ad alternare fasi di lisciatura a fasi di bagnatura. Quindi dopo una prima passata di rasiera o carte, utilizzo una spugna imbevuta di acqua e poi strizzata, per bagnare tutto il violino superficialmente. Una volta asciutto, i pori del legno che si sono rigonfiati per effetto dell’acqua, risultano in rilievo e si ricomincia con le rasiere. E si procede ciclicamente con bagnatura/levigatura. Già dopo 4-5 cicli in legno rimane quasi perfettamente liscio dopo la bagnatura e non si ha più il sollevamento dei pori.

Ho parlato anche di carte abrasive oltre che di rasiere in questo passaggio e molti liutai non sarebbero d’accordo. Io utilizzo la carta abrasiva solo nelle primissime fasi, quando ancora siamo lontani dalla lisciatura finale. Si può partire da una grana 180, fino ad una 1000. Ma i passaggi finali è bene farli con le rasiere in metallo. Mentre infatti la carta abrasiva tende a creare una superficie piatta e più opaca, le rasiere se ben affilate danno una superficie con un taglio netto dei pori del legno, più tridimensionale e lucida. Questo vale soprattutto con il piano armonico di abete rosso. La finitura a rasiera dona tridimensionalità ai giri di crescita annuale, mentre la finitura con carte abrasive li appiattisce.

Ci si potrebbe anche chiedere cosa facessero gli antichi liutai. Le rasiere erano sicuramente lo strumento più importante per la finitura del legno. Ma anche le carte abrasive, di origine naturale, erano conosciute. Nel libro I Segreti di Stradivari di Sacconi, si parla ad esempio delle tipiche carte abrasive che Stradivari aveva a disposizione: la pelle di palombo essiccata, oppure dal fusto di piante come l’equiseto, sempre essiccato. L’equiseto in particolare, come ultimissimo passaggio di lucidatura è veramente eccezionale.

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Quando si è raggiunto il livello di finitura superficiale desiderato, il violino può dirsi davvero pronto per iniziare a ricevere la vernice. Anche se in realtà prima di arrivare alla vera e propria vernice, diversi trattamenti sono necessari, sia estetici, per esaltare le figurazioni del legno e dare colore, sia funzionali per irrobustire il legno e migliorarne resa sonora e resistenza nel tempo. Ogni liutaio ha le sue ricette di vernici, preparazioni e trattamenti vari che custodisce segretamente. Quindi mi fermo qua! 😊