La montatura

Per montatura di uno strumento ad arco si intende tutto quell’insieme di elementi ed accessori che trasformano una semplice cassa armonica di risonanza in uno strumento “suonabile” dal musicista. Quindi si dovrebbe intendere l’insieme di manico, capotasti, tastiera, ponticello, cordiera e laccio reggicordiera, tiracantini, mentoniera, bottone, piroli o bischeri, corde, anima. Di fatto però, quando si parla di montatura e quando si compra una montatura completa per lo strumento, ci si riferisce nella prassi soltanto ad una parte di questi accessori, ovvero: bischeri, cordiera, mentoniera, bottone, laccio reggicordiera.

Montatura in bosso
Una tipica montatura in bosso: mentoniera, laccio reggicordiera in nylon, cordiera, bischeri e bottone inferiore.

I primi quattro accessori sono realizzati in legno, e le essenze comunemente usate e che dominano il mercato sono: ebano, palissandro e bosso. Il laccio reggicordiera oggi viene prodotto in materiali sintetici quali nylon o kevlar.

Prima di vedere nel dettaglio tutti questi accessori, merita fare un discorso sulla qualità della montatura e della sua influenza sul suono. È molto difficile fare un discorso generico, però in linea di massima è bene scegliere montature leggere e di ottima fattura e qualità. Aggiungere peso allo strumento non è mai una buona cosa. Aggiungere massa allo strumento vuol dire, infatti, aggiungere massa che deve vibrare insieme a tutto lo strumento e che quindi necessariamente “assorbe” e smorza le vibrazioni della cassa. Del resto questo non vuol dire che uno strumento nato male possa risuscitare con una ottima montatura o che si debba giocare sulla montatura per mettere a punto lo strumento. La mentoniera in particolare, che peraltro non tutti i musicisti utilizzano, deve risultare comoda per il musicista senza aggiungere inutile peso e rigidità allo strumento.

Montatura in ebano
Montatura in ebano

Non c’è una grande differenza fra le essenze legnose che ho citato. Ebano, palissandro e bosso sono legni molto duri, e tutti sono utilizzati senza particolari preferenze se non di carattere estetico. Il bosso è un legno chiaro che viene verniciato di marrone. Va da sé che per uniformità estetica tutti gli elementi di una montatura dovranno essere realizzati con la stessa essenza legnosa! Ad esempio, non si può certo vedere un violino con cordiera in ebano e mentoniera e bischeri in bosso! Alcuni liutai realizzano per conto proprio le montature, utilizzando anche essenze legnose non più comuni ormai, ma bellissime e facenti parte anche del passato della liuteria, fra cui il pero. In passato giusto per fare un esempio, era comune avere tastiere non solo in pero, ma anche in acero o addirittura in abete, lastronato con un legno più duro tipo ebano, questo per ridurne il peso.

In realtà per completare la lista di accessori che si utilizzano per suonare lo strumento ci sarebbe anche la spalliera, che serve a fare da supporto del violino sulla spalla del musicista. Anche in questo caso non tutti i musicisti la utilizzano. Alcuni preferiscono appoggiare il legno del fondo del violino direttamente sulle spalle. Questo accessorio però è del musicista, non tanto del liutaio. Ogni musicista ha la sua amata spalliera e utilizza sempre quella con cui si trova meglio. In commercio si trovano spalliere in plastica, pessime, fino a spalliere in legno o fibra di carbonio, professionali, dal costo di svariate centinaia di euro. In passato la spalliera non veniva utilizzata, ed è il motivo per cui gran parte della vernice del fondo dei violini antichi è consumata dovuto al contatto e allo sfregamento continuo con la spalla del musicista.

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La spalliera montata sul violino. Serve per appoggiare comodamente il violino sulla spalla.

È utile fare anche un cenno storico sulla montatura degli strumenti ad arco. La montatura, infatti, si è evoluta nel corso dei secoli, di pari passo con le mutate esigenze della musica e della tecnica esecutiva. Le modifiche sostanziali della montatura hanno riguardato la lunghezza del manico ed il suo angolo di inclinazione, l’altezza e lo spessore del ponticello e la sua posizione, la dimensione della catena e dell’anima, il materiale con cui sono realizzate le corde, la dimensione degli strumenti ed il rapporto con il diapason.

Lo strumento barocco ha un manico più corto e praticamente privo di inclinazione rispetto alla tavola armonica. Inoltre non è innestato nello zocchetto di testa con l’incastro a coda di rondine di cui abbiamo parlato (Incastro a coda di rondine), ma è semplicemente fissato alle fasce e zocchetto con dei chiodi di ferro inseriti dall’interno dello zocchetto prima della chiusura della cassa. La tastiera, anch’essa più corta, presenta nella zona inferiore un cuneo che può essere parte della tastiera stessa o proprio un pezzo di legno aggiunto, che serve a dare una certa inclinazione alla tastiera. In ogni caso l’inclinazione della tastiera era inferiore a quella moderna. Di conseguenza anche il ponticello era più basso e la sua forma leggermente diversa, più leggero rispetto ai modelli attuali. Anche catena e anima all’interno della cassa erano diverse, più sottili e la catena più corta. Bisogna considerare che la tensione delle corde era inferiore a quella dei violini moderni. Le corde erano realizzate in budello animale (corde di minugia) mentre oggi si utilizzano corde in metallo o di materiale sintetico rivestito in metallo. Una minore inclinazione determinava una minor pressione esercitata dalle corde sul ponticello e quindi sul corpo dello strumento.

Come dicevo, per comprendere i cambiamenti e le evoluzioni delle montature, si deve capire come cambiarono anche le esigenze musicali. La musica antica non richiedeva di essere eseguita in grandi sali da concerto ed il tipo di musica stessa non richiedeva potenza, quanto piuttosto suono armonico e risonante, chiaro, cristallino. Con la sempre maggiore richiesta di volume per sale da concerto sempre più grandi e con i cambiamenti dei gusti musicali stessi, con i grandi solisti virtuosi del calibro di Paganini, si rese progressivamente necessario aumentare la potenza di emissione e per far questo si aumentò l’inclinazione del manico e l’altezza del ponticello. A quel punto il manico doveva reggere un carico sempre maggiore e si iniziò ad incastrarlo nello zocchetto di testa… insomma tutto seguì una naturale evoluzione legata ad una continua stretta collaborazione fra musicisti e liutai per venire incontro a mutate esigenze esecutive per i primi e costruttive per i secondi.

Gran parte degli strumenti dei grandi liutai del passato hanno subito nel corso della storia molti lavori di restauro o modernizzazione. Ovvero hanno subito modifiche sostanziali per renderli adatti via via alle esigenze dei musicisti (sostituzione manico per aumentare lunghezza e inclinazione, rifacimento catena, tastiera, ponticello, cordiera, piroli sono alcune delle tipiche trasformazioni). Questo processo di modifica degli strumenti continuò ininterrotto dal XVII ad oltre la metà del XIX secolo. Anche fra i violini meglio conservati di Stradivari, come il Messiah o il Lady Blunt hanno subito diverse modifiche e non hanno più le montature originali. La viola tenore facente parte del Quintetto Mediceo del 1690 è uno dei rari se non unici strumenti a conservare anche la montatura originale, fra cui il ponticello.

Ancora oggi molti liutai realizzano strumenti barocchi su specifiche richieste dei musicisti. Questo per permettere di eseguire musica antica secondo un criterio filologico, ovvero utilizzando strumenti che erano quelli per cui quella musica era stata concepita. Sono eventi piuttosto rari, ma se cercate qualche ensemble di musica barocca o antica che esegue concerti con strumenti d’epoca consiglio di andare ad ascoltarli per tornare indietro nel tempo alle sonorità e ad un senso estetico musicale oggi dimenticato.

Per concludere sulla montatura, vediamo una brevissima descrizione di ogni componente di cui abbiamo parlato.

CAPOTASTI

Sono due inserti di legno, tipicamente ebano, uno si trova a contatto della parte più stretta della tastiera, e definisce il confine fra manico e testa. L’altro si trova nella parte inferiore del piano musicale, incollato in uno scasso ricavato nel bordo del piano stesso, fino alla linea del filetto e di solito per tutta l’altezza del bordo. Dal capotasto superiore partono le corde, mentre sul capotasto inferiore poggia il laccio che partendo dal bottone regge la cordiera. Sono quindi due elementi che devono sopportare una forte pressione e sollecitazione e l’ebano è il legno ideale, in quanto il più duro e duraturo.

CORDIERA

È quell’elemento a cui si aggancia l’estremità inferiore delle corde mediante un occhiello o un pallino e le sostiene fra ponticello e bottone inserito nello zocchetto inferiore dello strumento mediante l’apposito laccio.

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Cordiera con 4 tiracantini integrati.

LACCIO REGGI CORDIERA

È un laccio oggigiorno fatto in nylon o kevlar che serve per ancorare la cordiera al bottone inferiore dello strumento.

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Capotasto Inferiore, bottone e laccio reggicordiera.

BOTTONE

Piccolo cilindretto conico che si inserisce in un apposito foro ricavato nello zocchetto inferiore e che serve a sostenere la cordiera mediante il laccio reggicordiera (vedi foto sopra).

TIRACANTINI

Sono dei meccanismi realizzati in metallo ma anche in fibra di carbonio che si montano sulla cordiera all’attaccatura delle corde e servono per una regolazione fine della loro tensione, ovvero dell’accordatura. Si applicano solitamente alla corda più acuta, più difficile da intonare in quanto più sensibile a piccole rotazioni dei bischeri. Nella foto che segue sono visibili due diversi tipi di tiracantini. A sinistra tiracantino classico da installare su cordiera, a destra cordiera con tiracantini integrati.

MENTONIERA

Come dice la parola stessa è un accessorio su cui poggia il mento del violinista (o violista) e che viene ancorato con apposito sistema di viti a morsetto in metallo fra piano e fondo dello strumento, abbracciando tutta l’altezza dello strumento. E’ un accessorio su cui il musicista di solito ha delle preferenze molto specifiche perché una buona mentoniera, oltre a non aggiungere inutile peso allo strumento, deve adattarsi perfettamente al mento del musicista senza creare fastidio durante l’esecuzione. Alcuni musicisti non utilizzano la mentoniera e poggiano il mento direttamente sullo strumento, magari utilizzando del tessuto intermedio per proteggere il legno dal sudore della pelle e dall’azione abrasiva per sfregamento. In passato non veniva utilizzata (il primo utilizzo riportato è del 1830) e su molti violini antichi si trovano ancora molte aree consumate sul piano musicale in corrispondenza delle zone in cui il musicista poggiava il mento.

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Mentoniera.

Un consiglio per la mentoniera che mi sento di dare è quello di evitare di utilizzare meccanismi di fissaggio in metallo (di solito ottone) nichelato. Il continuo contatto con il collo del musicista può provare reazioni allergiche importanti. Le montature migliori hanno un meccanismo di fissaggio in titanio, oppure anche in ottone ma non nichelato e placcato alle volte in Oro.

SPALLIERA

Come dicevamo serve a sostenere lo strumento sulla spalla. Ma anche in tal caso l’introduzione è dell’epoca moderna (XX secolo in particolare) anche se già da metà ottocento era comune utilizzare un cuscino fra spalla e strumento per tenere il violino in posizione più alta.

È chiaro che da un punto di vista tecnico suonare un violino senza spalliera e senza mentoniera è ben diverso dal suonare con spalliera e mentoniera. La spalliera permette di tenere il violino più in alto, la mentoniera di tenere la testa meno inclinata. Ma questo dipende anche dalla natura fisica del musicista, non ultimo dalla lunghezza del suo collo, e soprattutto dal con cui ha imparato a suonare lo strumento e che si è tradotta in abitudine.

CORDE

Sono ovviamente il primo elemento da cui si origina il suono, quando vengono sollecitate mediante l’archetto o pizzicate. In passato erano realizzate in budello animale, oggi sono di natura sintetica, rivestite con avvolgimenti metallici, di argento o acciaio. L’utilizzo di corde in metallo o sintetico avvenne insieme ai cambiamenti strutturali del violino di cui abbiamo parlato, per permettere di reggere il carico di tensione più elevato delle corde moderne rispetto a quelle in budello.

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Vista di corde, ponticello, tastiera.

TASTIERA

È quella parte che serve a generare tutte le note musicali, quando il musicista va a schiacciarvi contro le corde riducendone la lunghezza vibrante e quindi la frequenza emessa. Ne ho parlato in questo articolo, il legno più utilizzato (in quanto più richiesto ahimé) è l’ebano per la sua eccezionale durezza.

PONTICELLO

Ne parleremo in maggior dettaglio in un prossimo articolo in quanto è una parte importantissima dello strumento e la cui realizzazione o messa a punto è un lavoro che richiede l’intervento del liutaio. Serve a trasferire l’energia vibratoria delle corde alla cassa armonica dello strumento, da qui si evince tutta la sua importanza ai fini delle proprietà sonore dello strumento.

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Ulteriore vista del ponticello. Di solito si usa mettere della pergamena o un pezzetto di tubicino di gomma sotto alla corda del Mi, la più sottile, per evitare che questa affondi troppo nel ponticello.

BISCHERI

Ne abbiamo già ampiamente parlato in un precedente articolo (Bischeri o piroli? 😊). Si tratta di coni di legno con impugnatura da un lato, attorno alle quali si avvolge un’estremità delle corde, nella scatola dei bischeri posta nella testa dello strumento.

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Diversi tipi di piroli per violino. In basso pirolo per violoncello.

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