La nocetta

Per nocetta si intende quella piccola parte del fondo dello strumento a forma di porzione di cerchio (o più romanticamente a porzione di luna), che copre la base posteriore del tallone del manico. È una parte molto importante da un punto di vista sia estetico, sia funzionale.  La nocetta non deve essere troppo piccola e sgraziata rispetto all’armonia dello strumento, ma neppure troppo grande da appesantire eccessivamente la base del manico spostando il baricentro dello strumento verso l’alto ed influenzando l’emissione sonora.

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Una mia nocetta

Ha una grande importanza anche da un punto di vista funzionale, in quanto la curva che raccorda la nocetta al manico definisce il limite a cui può estendersi fisicamente la mano del musicista mentre suona e fa da fermo per la mano stessa quando si deve salire nelle posizioni più alte. Quindi il tutto deve essere perfettamente liscio, senza imperfezioni o difetti che possano ostacolare il libero scorrimento della mano, e la curva deve consentire appunto una salda presa della mano nelle posizioni più alte per il musicista.

Il momento di realizzare la nocetta arriva non appena si è incollato il manico dello strumento. Per tracciare la nocetta si può utilizzare un compasso con apposita apertura e centrato sulla mediana del fondo ad una certa distanza dal bordo, oppure delle mascherine se si vuole riprendere il disegno della nocetta da qualche violino antico che ci piace particolarmente.

Detto questo, e rispettando certi intervalli di misure comunque accettabili per la dimensione della nocetta, ogni liutaio ha un suo concetto di nocetta. Più alta, più bassa, più larga, quasi a forma di cerchio perfetto, il modo con cui si inserisce all’interno del bordo dello strumento che deve dare una sensazione di continuità attraverso la nocetta, lo smusso del bordo della nocetta, etc… sono alcuni dei parametri estetici su cui si può intervenire per cambiare anche radicalmente l’aspetto della nocetta. Tutto va bene purché sia bello da vedere, simmetrico, e in accordo con l’estetica dello strumento. Facile a dirsi, no? 😊 In realtà fare una bella nocetta non è un lavoro così semplice! Bastano piccole variazioni per cambiare completamente l’aspetto nel suo insieme. Insomma la nocetta è un po’ la firma del liutaio.

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Un’altra nocetta da me realizzata.

Non di rado sulla nocetta si trovano anche dei timbri a fuoco distintivi del liutaio. Inoltre un’altra tipica lavorazione è quella che prevede di ricoprirne il bordo con un innesto di ebano. Questa operazione in realtà fa parte di una prassi di restauro che ha lo scopo di rafforzare il bordo logoro e consumato della nocetta di antichi violini mediante l’aggiunta di un bordino di ebano.

Chiaramente bisogna prevedere la nocetta molto prima di quando la si dovrà realizzare, nel senso che sarà necessario lasciare nel fondo dello strumento una porzione rettangolare di legno in alto. Un tipico errore del principiante è quello di dimenticarsi di lasciare questo pezzetto di legno quando si ritaglia il fondo dello strumento (conosco persone a cui è successo davvero). In tal caso purtroppo ci sono poche soluzioni se non quella di sperare che ci sia spazio sufficiente per tagliare il fondo in un’altra posizione e recuperare la nocetta (caso raro) o quella di buttare via il fondo e ripartire! Il restauro della nocetta spezzata è un tipico lavoro di restauro su vecchi violini danneggiati, ma farlo su un violino non ancora nato non è proprio una bella cosa!

Per quel che mi riguarda devo dire che realizzare la nocetta è una fase del lavoro che mi piace particolarmente. Sarà perché è una delle ultime lavorazioni che portano a concludere lo strumento, o forse perché l’elevata simmetria necessaria per questo lavoro si adatta al mio modo di lavorare, ma in generale mi dà sempre soddisfazione! 😊

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