Le pialle in liuteria

Uno strumento fondamentale per il falegname, essenziale per il liutaio: la pialla! Il liutaio prima o poi deve imparare ad utilizzare le pialle alla perfezione se vuole ottenere un lavoro di qualità. Ne esistono di vari tipi per diverse applicazioni, ma sono accomunate da una cosa: il filo della lama (detto anche ferro o coltello) deve essere quanto di più possibile perfetto se si vuole una pialla che tagli il legno senza lasciare difetti e risulti utile per un lavoro pulito e senza eccessiva fatica. Non intendo certo fare un manuale sulle pialle o descriverne le diverse tipologie, ma voglio soltanto limitarmi a fare due chiacchiere sui diversi utilizzi che hanno le pialle nello specifico settore della liuteria.

Cominciamo con il dire che le pialle a mano sono uno strumento la cui origine si perde nel tempo. Già gli antichi egizi facevano utilizzo di pialle, come si evince dalle loro arti figurative. In epoca romana poi la pialla era già molto simile allo strumento come noi lo conosciamo, spesso ottenute combinando l’uso di legno e metallo.

La pialla può servire per ottenere una superficie levigata e perfettamente piana, per scavare il legno, per preparare delle superfici per una giunta, ovvero per un incollaggio fra le due superfici di legno, per realizzare bordi con particolari profili come le cornici (in tal caso si parla di pialle incorsatoi), etc.

Ovviamente qui si parla soltanto di pialle manuali. Esistono anche le pialle a motore, dove le lame sono montate su un cilindro che ruota ad altissima velocità. E fra queste ci sono le pialle a spessore, che sono dei veri e propri macchinari industriali che permettono di portare una tavola di legno ad un preciso spessore con pochi passaggi automatizzati.

Ma torniamo alle nostre pialle manuali, le uniche concepibili in liuteria. Intanto le pialle sono belle da vedere! Non vi sembra? 😊 Di solito sono realizzate con una fusione di ghisa oppure in legno duro, possono avere forme e dimensioni molto diverse in base al loro utilizzo.

Premetto che la pialla per lavorare bene deve essere di qualità. Il piano, o suola, della pialla deve essere rettificato ovvero perfettamente planare, altrimenti non sarà mai possibile ottenere una superficie di legno piana con qualcosa che di suo non è perfettamente piano. Non importa spendere cifre astronomiche per le pialle più costose, ma l’importante è comunque che la pialla prima dell’utilizzo venga accuratamente regolata. Come dicevo bisogna accertarsi che la suola sia rettificata. Per le pialle più costose questo di nuovo viene garantito appena la pialla esce dalla scatola. Con le pialle più economiche conviene invece verificare con delle squadre ed eventualmente farla rettificare da persone esperte. Poi deve essere ripulito ogni componente della pialla da eventuali bave di fusione o difetti di fabbricazione. E poi viene il bello, ovvero affilare con cura il ferro. In un precedente articolo ho descritto l’affilatura delle lame (articolo). La lama deve tagliare come un rasoio e anche di più. Io controllo sempre sui peli del mio braccio. 😊 Un ferro affilato deve tagliare i peli senza il minimo sforzo, quasi al semplice contatto.

Poi viene il momento della regolazione della pialla. Ovvero il ferro deve essere posizionato perfettamente complanare alla suola, il controferro deve essere nella giusta posizione per permettere ai trucioli di legno di non rimanere incastrati nella feritoia, la giusta larghezza della feritoia va aggiustata in base alla profondità di taglio, e così via… la pialla sembra uno strumento semplice, ma in realtà saperlo utilizzare bene richiede molta esperienza ed infinita pazienza per una regolazione ottimale.

Ma quando e quali pialle si usano in liuteria?

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Piallettini di Ottone di diverse misure e pialla in legno a suola curva.

Intanto ci sono i pialletti, di ottone o di acciaio, che si utilizzano per modellare il piano armonico o il fondo musicale. Possono avere una suola pialla, oppure una suola curva (convessa). Quelli a suola curva sono preferibili per i lavori di svuotamento del piano o del fondo. Ovviamente quelli a suola curva hanno anche il ferro che segue la curva della suola. Inoltre, la lama può essere liscia, oppure dentata. La lama dentata si utilizza per i primi lavori di sgrossatura, in quanto offre minore resistenza allo scorrimento sul legno. Questi pialletti arrivano a dimensioni davvero piccole per i lavori di finitura. Io mi sono abituato ad utilizzare un pialletto a suola curva (convessa) per la scultura esterna di piano e fondo e per lo svuotamento o scavo degli stessi. Questi pialletti si chiamano in inglese Finger Plane ovvero pialletti a dita, per il fatto che si tengono con le punte delle dita. Sono famosi, almeno per quel che mi riguarda per far venire delle enormi vesciche sulle dita, soprattutto quando si lavora sull’acero, legno molto duro. 😊 Ma dalle vesciche, con la perseveranza, nascono i calli! Si utilizzano anche dei pialletti curvi, ma con curva concava, specifici per modellare la curvatura della tastiera, anche se una normale pialla piatta va più che bene per lo scopo.

Poi ci sono le pialle classiche, di quelle comuni anche ai falegnami per intendersi, che hanno diversi utilizzi in liuteria. Io ne ho tre, di ottime marche, e di dimensioni molto diverse fra loro, così da poter scegliere l’una o l’altra in base al tipo di lavoro che vado a fare.

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Pialla di dimensioni medie, tuttofare.

La prima è una classica pialla piatta, con base da 10 a 15 cm, a basso angolo, che è un po’ una tuttofare. La utilizzo per piallare il blocco di legno da cui ricavare la testa dei violini, per il tallone del manico, per spianare le fasce del violino, per rettificare la tastiera. Per la spianatura delle fasce è ottima in combinazione con una lama dentata, per poi rifinire le fasce con la rasiera.

Poi utilizzo una pialla intermedia, una n°5, per piallare il fondo o il piano musicale di violino e viola e per preparare le superfici delle giunte del piano armonico e del fondo in due pezzi, sempre per questi due strumenti. Per quest’ultima operazione in particolare, di cui ho parlato in un precedente articolo, è più che mai fondamentale avere un filo perfetto e una regolazione davvero ottimale. Altrimenti si rischia di stare delle ore a piallare, senza mai ottenere una buona giunta fra le due superfici di legno.

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Pialla n°5.

Infine utilizzo una pialla enorme, una n°7, che pesa più di 3 kg (tanto per avere un’idea del peso) e con una lunghezza di quasi 60 cm. Questa pialla è fenomenale per preparare le giunte di piano e fondo in due pezzi del violoncello e per spianare le superfici di piano armonico e fondo sempre del violoncello. Si potrebbe fare tranquillamente anche con una pialla n°5 o n°6, ma la n°7 offre risultati migliori ed in minor tempo, avendo una larghezza e lunghezza maggiori che garantiscono un miglior contatto con la superficie del legno. Ovvio che per utilizzare una pialla del genere, il filo della lama deve essere impeccabile e la profondità di taglio ridotta al minimo. Ovvero si deve togliere un velo di legno ad ogni passata di pialla, per non ridurre al minimo la fatica di ogni passaggio e per ottenere una superficie perfettamente liscia, evitando impuntamenti della pialla stessa.

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La gigantesca pialla n° 7.

Ecco, questo è il mio parco pialle! Anzi a dire il vero ne ho delle altre. Forse non ho mai detto che mio nonno era un falegname per passione, per cui ho anche alcune sue vecchie pialle in legno, che in realtà tengo più per ricordo che per reale utilizzo.

Insomma la pialla è uno di quei “ferri del mestiere” che non si può imparare ad usare improvvisando e prestando poca cura alla sua regolazione. Bisogna conoscere le sue componenti e la loro funzione. Ci vuole tempo anche per imparare il movimento di piallatura a mano, soprattutto con pialle di peso considerevole come la n°7. Ad esempio bisogna bilanciare il peso per evitare di togliere più legno nelle fasi di ingresso ed uscita della piallata, e per evitare di ammazzarsi di fatica dopo poche piallate! 😊

Altro aspetto importante è quello della manutenzione delle pialle, soprattutto quelle in metallo, e della loro lama. Con il tempo il ferro tende ad arrugginire, per cui è molto importante pulirle con cura dopo ogni utilizzo. Vanno rimossi polvere e trucioli di legno, togliendo ferro e controferro. Io utilizzo un compressore per eliminare tutta la polvere di legno accumulata nelle zone più interne. Poi di tanto in tanto è bene passare sul metallo dell’ovatta imbevuta con qualche pasta lucidante per metallo o qualche goccia di olio paglierino. In questo modo si forma una pellicola protettiva sul metallo che ne impedisce l’ossidazione. Occorre non esagerare con l’olio perché se il metallo rimane molto untuoso si rischia che il legno assorba poi l’olio, arrivando anche a compromettere eventuali incollaggi di superfici piallate. Altra ottima soluzione è quella di riporre la pialla in delle apposite carte che si trovano in ferramenta o siti specializzati, che sono imbevute di sostanze che inibiscono la corrosione del metallo. Sono delle carte marroncine, dette carte VCI (Volatile Corrosion Inhibitor).

Le pialle se ben tenute sono strumenti che durano un’eternità. Sono un investimento iniziale importante, ma ripagheranno nel tempo ogni volta che si potrà apprezzare la qualità del lavoro che ci aiuteranno a svolgere.