Costruzione viola: rimozione forma interna, incollaggio controfasce, pulizia zocchetti ed aggiunta etichetta e timbri

La costruzione della viola con cassa di lunghezza 42 cm procede alla grande! Ho appena concluso una delle fasi più critiche del metodo di costruzione con la forma interna o Cremonese. Ovvero la rimozione della forma interna, dopo aver incollato il fondo alle fasce e controfasce.

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Forma interna della viola appena rimossa!

Questa operazione, infatti, è delicatissima in quanto c’è sempre il rischio di rovinare le fasce, soprattutto nella malaugurata eventualità che durante l’incollaggio delle fasce agli zocchetti (o blocchetti), qualche goccia di colla sia finita tra fascia e forma interna, di fatto incollando la fascia alla forma. La prima operazione per la rimozione della forma interna è… beh direi che la prima operazione importante è più che mai mentale! Armarsi di pazienza e scegliere una giornata in cui si è psicologicamente predisposti per questa operazione ad alto rischio. Guai a farsi prendere dalla fretta di voler togliere subito la forma interna senza aver valutato bene tutti i punti di incollaggio! Si procede zocchetto per zocchetto, utilizzando un martellino o una spatolina, uno scalpello, un coltello sottile, insomma lo strumento che è più congeniale al liutaio, cercando di staccare lo zocchetto dalla forma interna. Quando questo avviene correttamente si sente un sonoro CLAC, come di legno spezzato, che vi farà saltare il cuore in gola. Ma tranquilli! È solo la rottura dell’incollaggio fra zocchetto e forma interna, o almeno si spera! 😊 Io mi trovo bene inserendo una sottile ma sufficientemente rigida lama di coltello fra zocchetto e forma e facendo leva pian piano fino a che non avviene il distacco. Non vi preoccupate, eventuali rotture di fasce risulteranno visibili fin da subito a questo punto. Se invece lo zocchetto si stacca bene dalla forma, allora c’è una buona probabilità che le cose procederanno senza danni. Quindi si ripete questa operazione per tutti e 6 gli zocchetti. Quando si è certi, dopo aver controllato e ricontrollato facendo una leggera leva con uno scalpellino, che tutti gli zocchetti sono staccati dalla forma, allora si deve far scivolare verso l’esterno la forma stessa. Bisogna evitare i soqquadri, ovvero bisogna far sollevare la forma in step uguali su tutti gli zocchetti. Si danno di solito dei colpetti con un mazzuolo di legno sugli zocchetti, a rotazione dall’uno all’altro, facendo salire in modo uniforme la forma interna. All’inizio è normale che la forma interna stenti a muoversi dalla sua posizione. I primi millimetri sono i più critici, poi man mano che la forma interna si sposta verso l’alto, diventa sempre più facile da muovere. Nella fase finale io non uso più il mazzuolo, ma le dita delle mani, sempre stando attenti a farla uscire perfettamente all’unisono dai vari zocchetti. Il momento in cui la forma interna viene via dallo strumento, e si può allora davvero constatare che tutto è andato per il meglio, è sempre magico. Ma giusto qualche minuto per godersi l’intima soddisfazione della buona riuscita di questo passaggio cruciale ed il lavoro riprende incessante! Non è consigliabile lasciare le fasce non protette molto a lungo, visto il loro spessore esiguo, per cui la prima cosa da fare è preparare le controfasce del lato del piano armonico ed incollarle. Prima di fare questo occorre aver portato l’altezza delle fasce al valore quasi definitivo, con la giusta variazione di altezza dalla zona inferiore alla zona superiore dello strumento. Io normalmente faccio questo lavoro su di una spianatoia con carta vetrata, prima o dopo di incollare le controfasce, secondo di quanto devo ancora abbassare l’altezza delle fasce. Chiaramente una volta incollate le controfasce rifinisco sempre sulla spianatoia in modo da ottenere una superficie perfettamente piana su cui si incollerà il piano armonico.

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Controfasce del lato del piano armonico appena incollate subito dopo aver rimosso la forma interna.

Abbiamo già visto le controfasce che non sono particolarmente complesse da realizzare ed incollare. Ed anche questa è fatta dopo qualche ora di lavoro!

Poi, una volta asciutta la colla delle controfasce, inizia la fase di modellatura delle controfasce stesse, che vanno rastremate fino ad uno spessore praticamente nullo verso l’interno delle fasce. Operazione non difficile ma molto delicata, perché si utilizza un coltellino molto vicino alle fasce, e bisogna stare molto attenti a non danneggiarle, peggio ancora a sfondarle.

A questo punto del lavoro però gli zocchetti sono sempre molto grezzi! Non solo portano ancora seco i segni della colla ed i danni procurati durante la rimozione della forma, ma sono ancora molto grandi e devono essere ridotti al minimo sia per alleggerire la struttura sia per creare il giusto volume interno per la risonanza del suono. Gli zocchetti laterali delle punte vanno quindi sagomati in modo che sembrino la continuazione delle controfasce, come si evince dalle foto allegate. Quello inferiore viene stondato dandogli una forma circa semicircolare, ma senza ridurne troppo lo spessore, dovendo sostenere il bottone che farà da ancoraggio della cordiera. Quello superiore viene sempre stondato, ma assai meno di quello inferiore, dal momento che dovrà essere successivamente scavato per ospitare l’incastro a coda di rondine del manico.

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Le controfasce, così come gli zocchetti laterali, inferiore e superiore sono state modellate.

Gli zocchetti resteranno all’interno dello strumento e non saranno visibili da fuori, ma questa non è una scusa per lasciare il lavoro grezzo e non rifinito! 😊 Io almeno sono un po’ perfezionista in questo e mi piace sempre rifinire il lavoro, che sia esterno visibile o interno non direttamente visibile. Per cui lavoro gli zocchetti prima con sgorbie e scalpelli, poi con carte abrasive sempre più fini ed infine con delle piccole rasierine di metallo.

Infine, visto che questa sarà l’ultima occasione per avere facile accesso alla superficie interna dello strumento, conviene togliere adesso residui di colla, lisciare perfettamente il legno, insomma togliere ogni difetto visibile, si può anche dare un’ultima verifica agli spessori del fondo. Rimarrà pur sempre l’interno dello strumento, ma è bene abituarsi a lavorare con precisione e accuratezza anche nelle zone non visibili. A questo punti alcuni liutai applicano all’interno dello strumento dei sigillanti del legno, quali acqua di colla, o altre preparati spesso a base di proteine animali. Io mi guardo bene dal fare questa operazione! L’interno dello strumento è di legno vivo, senza alcun trattamento. Il legno deve respirare e scambiare umidità con l’ambiente esterno. All’esterno ci sarà la vernice che creerà una pellicola protettiva e più o meno isolante, per tanto l’interno lo lascio libero da qualsiasi altro trattamento che tenderebbe a “soffocare” eccessivamente il legno.

Quindi, ricapitolando, la forma interna è tolta, le controfasce incollate, gli zocchetti lavorati e rifiniti, tutta la superficie interna lisciata, ripulendo anche eventuali eccessi o colature di colla residui dell’incollaggio del fondo musicale alle fasce e controfasce. A questo punto si può passare alla fase di cui parlavo ieri (vedi articolo) ovvero l’aggiunta delle etichette, timbri a fuoco, frasi, motti, firme, etc… tutto ciò insomma che permette di autenticare lo strumento e farlo riconoscere come frutto delle nostre mani di liutai!

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Aggiunta di etichetta e timbro a fuoco sullo zocchetto superiore.

Per oggi basta scrivere, la viola mi aspetta, adesso inizia la costruzione del piano armonico in abete rosso con cui poi si potrà arrivare fra qualche settimana a chiudere la cassa di risonanza dello strumento!

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