Le etichette e i timbri

Come sapete in questo blog voglio soltanto parlare di curiosità che riguardano il meraviglioso mondo della liuteria, senza entrare troppo nello specifico. Oggi voglio condividere una fase del lavoro di liutaio che davvero adoro ed è quella dell’applicazione delle etichette con il proprio nome e dei propri timbri a fuoco all’interno dello strumento, prima della chiusura della cassa armonica. Questa fase è importante per l’autenticazione dello strumento, ma è anche quel momento in cui si mette davvero “la firma” sulla propria opera, assumendosi le responsabilità estetiche ed acustiche del nostro lavoro. Facile fare uno strumento e lasciarlo anonimo! Così se poi non suona si è sempre pronti a dire che non è un nostro strumento! 😊 Ricordo che quando frequentavo la scuola di liuteria alcuni allievi decisero di non applicare alcuna etichetta o riferimento personale all’interno del loro primo violino, proprio per evitare di essere giudicati in futuro sul suono -nel caso non fosse risultato buono- e sulla scarsa qualità estetica del loro primo lavoro.

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La mia etichetta ed i miei timbri a fuoco sullo zocchetto di testa. Viola del 2017.

Io invece la penso in modo completamente opposto. Io ho sempre firmato i miei strumenti, nel bene o nel male. Quello del liutaio è un lavoro artigianale, e non mi stancherò mai di ripetere che solo la conoscenza, l’esperienza e l’umiltà possono fare davvero la differenza fra un grande liutaio ed un mediocre liutaio. Se un mio violino ha un suono che non mi piace cercherò di capire perché per migliorarmi nel futuro, ma sarà pur sempre un mio violino. Stessa cosa per i difetti estetici che di solito abbondano nei primi strumenti, costruiti negli anni della scuola. Stradivari non sarebbe diventato il grande liutaio che oggi è considerato, se non fosse passato da decenni di esperienza, imparando dai propri errori per migliorarsi continuamente. Sappiate che non tutti gli strumenti neppure del grande Maestro hanno il suono meraviglioso che ha reso questo nome così importante!

Oltre all’etichetta di carta, visibile attraverso il foro della f dal lato delle corde gravi, molti liutai, me compreso, applicano dei timbri a fuoco in diverse posizioni interne. Ad esempio sul piano armonico, sul fondo, sugli zocchetti, etc. In alcuni casi si trovano timbri a fuoco anche esterni allo strumento. Tipici sono quelli sulla nocetta (di solito le iniziali del nome del liutaio) o sotto al bottone. Insomma, ci si può sbizzarrire e non c’è una precisa regola. Il timbro di solito rappresenta un monogramma, un logo o uno stemma disegnato dal liutaio oppure anche il suo nome per esteso.

Nella foto che segue è riportato il simbolo o logo che compariva nell’etichetta di Antonio Stradivari, con le sue iniziali AS sotto una croce, ed il famoso simbolo di Giuseppe Guarnieri del Gesù, ovvero l’iscrizione “IHS” sormontata da una croce greca.  IHS è un cristogramma che richiama alla compagnia dei gesuiti e che secondo la teoria più diffusa è l’acronimo di “Iesus Hominum Salvator”, cioè “Gesù Salvatore degli Uomini” (o “dell’Umanità”).

L’etichetta di solo viene completata con l’anno di costruzione e con la propria firma. Inoltre non mancano liutai che scrivono a matita brevi motti o pensieri o semplicemente la propria firma in svariate posizioni all’interno della cassa armonica. Personalmente applico una classica etichetta che completo con le ultime due cifre dell’anno e la mia firma utilizzando una comune penna stilografica con inchiostro nero di qualità. Applico poi dei miei timbri a fuoco sullo zocchetto di testa. E di solito firmo con lapis sempre su tale blocchetto. Lo zocchetto di testa risulta facilmente visibile scrutando l’interno dello strumento dal foro del bottone, sullo zocchetto inferiore, anche se occorre smontare lo strumento, ovvero togliere corde e bottone stesso. Alcune volte, non sempre, scrivo anche qualche frase, che solo io conosco, sul piano armonico, dietro alla catena, in una posizione non visibile se non aprendo lo strumento o osservandone l’interno con una telecamera a sonda. Altre volte applico il mio timbro a fuoco anche vicino all’etichetta, sempre visibile dal foro della f. Insomma dipende molto dall’ispirazione della giornata! 😊

Le informazioni tipiche riportate sull’etichetta sono il proprio nome, il luogo di costruzione, l’anno, eventuali monogrammi, loghi o elementi grafici di abbellimento. La carta con cui si realizza la stampa deve essere di ottima qualità, non troppo spessa. La si incolla con della comune colla a caldo piuttosto diluita.

Parlando delle etichette dei violini, viene naturale fare un cenno sulla veridicità degli strumenti antichi, ovvero sui falsi in circolazione. I falsari sono sempre esistiti. Stradivari forse è il liutaio che è stato più copiato e di cui è stato messo in circolazione nel corso della storia della liuteria il numero maggiore di falsi. Questo perché Stradivari godeva di ottima reputazione già quando era ancora in vita, ed i suoi violini era quotati già piuttosto bene. Era quindi più conveniente per un falsario creare copie di violini ben pagati, piuttosto che di un liutaio sconosciuto. Una cosa ovviamente è creare una copia di un violino antico, ma attribuirsene la costruzione inserendo il proprio nome nell’etichetta interna. Altra cosa è fare una copia falsificando anche l’etichetta interna con lo scopo di mettere in circolazione un falso e guadagnarci. In realtà oggi non è facile falsificare strumenti antichi, ma non è così raro trovare falsi anche di strumenti di liutai contemporanei ancora in vita e già piuttosto conosciuti nel panorama della liuteria internazionale. Il consiglio che vi posso dare è che dovete acquistare un violino di un liutaio ancora vivente, rivolgetevi sempre al liutaio stesso per sapere se lo strumento è davvero di sua produzione. Se invece volete acquistare un violino antico, rivolgetevi a professionisti seri che vi metteranno a disposizione la loro esperienza per capire se il violino è autentico oppure è un falso di scarso valore. I liutai rilasciano quasi sempre un certificato insieme allo strumento, corredato di foto, informazioni sui legni utilizzati, sulla vernice, sulle misure, sulle etichette interne, etc. Talvolta vengono anche messe a disposizione le fotografie durante le varie fasi della costruzione dello strumento. Del resto oggigiorno ogni telefono ha una macchina fotografica e costa niente fare delle foto mentre si costruisce lo strumento. Queste foto sono un importante documento e testimonianza che lo strumento viene dalle proprie mani. Il certificato che accompagna lo strumento è un documento molto importante e va sempre conservato con cura e dovrebbe accompagnare sempre lo strumento.

Esistono poi vari liutai e/o liutologi professionisti di fama mondiale che, soprattutto per strumenti di pregio e di elevato valore, sono dei riferimenti a cui rivolgersi in caso si voglia avere la certezza dell’autenticità di uno strumento. Un loro certificato di autenticità ha una grandissima importanza per la valorizzazione dello strumento.

Alcune Fonti:

https://www.cmuse.org/most-famous-violin-labels/

Tarisio

Arte Liutaria

S.F.Sacconi, I segreti di Stradivari, Cremona 1972.