Vernici in liuteria (parte III), applicazione della vernice ad olio

In alcuni precedenti articoli (Inizio verniciatura nuovo violino (prima parte)  Verniciatura (parte seconda), vernice ad olio o ad alcool?) avevo parlato in generale delle vernici in liuteria, soffermandomi sulla differenza fra vernici ad alcool e vernici ad olio.

In questo periodo sto sperimentando l’applicazione della vernice ad olio e l’applicazione di velature di colore sempre come pigmenti veicolati nella vernice ad olio. La cosa che più mi affascina di questa tipologia di verniciatura è l’applicazione con le dita. Tutto diventa molto materico, si sente il legno scorrere sotto le proprie mani. L’altro aspetto che mi piace è il tempo di lavorazione. Si ha tutto il tempo necessario per spandere la vernice, per ottenere un film sottile ed uniforme, togliendo l’eccesso di vernice con colpetti della mano, fino a stenderne un velo davvero sottilissimo. Utilizzo una classica vernice ad olio con colofonia ed ambra pirogenata. Come pigmenti utilizzo la classica lacca di garanza estratta dalla Rubia tinctorum.

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Due miei violini su cui sto applicando la vernice ad olio.

Per dare una mano di vernice con pigmenti (che richiede un po’ più tempo della sola mano di vernice non colorata), mi ci vogliono quasi due ore! Si diluisce la vernice alla giusta consistenza (di solito con essenza di trementina), si aggiunge la mescola di pigmenti per ottenere il colore desiderato, e si inizia a trasferire la vernice sulla porzione di violino da verniciare picchiettandola con le dita in numerosi punti. A questo punto sembra un violino con il morbillo! 😊 Poi con le dita si inizia a spalmare. E si va avanti accarezzando e togliendo l’eccesso su un panno o su un pezzo di legno finché non siamo soddisfatti dell’uniformità e non è rimasto che un velo minimo di vernice. È un lavoro lento e che richiede molta pazienza. Un lavoro che dà tempo per pensare. Adoro le cose lente e silenziose che lasciano il tempo di pensare ad altro. Da chimico quale sono, mi viene in mente un passaggio del racconto ‘Potassio’ da “Il sistema periodico” di Primo Levi. Si riferiva alla distillazione in chimica:

“…distillare è bello. Prima di tutto, perché è un mestiere lento, filosofico e silenzioso, che ti occupa ma ti lascia tempo di pensare ad altro, un po’ come l’andare in bicicletta. Poi perché comporta una metamorfosi: da liquido a vapore (invisibile), e da questo nuovamente a liquido; ma in questo doppio cammino, all’in su ed all’in giù, si raggiunge la purezza, condizione ambigua ed affascinante, che parte dalla chimica ed arriva molto lontano… e finalmente, quando ti accingi a distillare, acquisti la consapevolezza di ripetere un rito ormai consacrato da secoli, quasi un atto religioso, in cui da una materia imperfetta ottieni l’essenza, l’usia, lo spirito, ed in primo luogo l’alcool , che rallegra l’animo e riscalda il cuore…

Finora ero abituato con le vernici ad alcool, che sono l’esatto contrario. Si deve essere rapidi nella stesura, rigorosamente con pennello, e guai a ripassare per due o più volte nello stesso punto! L’alcool ha infatti la caratteristica di sciogliere gli strati sottostanti. Nelle vernici ad olio questo non accade una volta ben essiccati gli strati. Badate bene, non sto dicendo che le vernici ad olio siano esenti da problemi o possibilità di creare difetti! Ma è sicuramente un modo di procedere completamente diverso da quello delle vernici ad alcool.

Ho già dato due mani di vernice senza colore e tre velature di colore, e credo che come colore mi fermerò a questa gradazione che è un misto fra giallo/cannella/marrone/arancio/rosso. Mancano le ultime mani di vernice non colorata come protezione finale.

Avrò modo di provare la verniciatura ad olio su altri strumenti, per prenderci sempre più la mano (in questo caso è proprio nel senso letterario del modo di dire! 😊) .  Continuerò anche a verniciare ad alcool per non perdere l’abitudine. Ma la mia prima esperienza pratica con le vernici ad olio è molto positiva. Insomma, sono più un tipo da vernici ad olio (lente, riflessive) che non un tipo da vernici ad alcool (frettolose, non da perfezionisti!). Magari in un futuro mi ricrederò, chissà! 😊 Mi chiedo anche, ma quando si dice dare una mano di vernice, questo modo di dire verrà dal fatto che nell’antico le vernici ad olio venissero stese sugli oggetti proprio con le mani? Forse sì.

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