Le rasiere

Oggi voglio parlare di uno degli utensili più importanti per il liutaio: le rasiere! Le rasiere sono uno strumento utilizzato per la finitura del legno, che non possono sostituire le carte abrasive, oggi sempre più diffuse, per il tipo di finitura superficiale completamente diversa che si riesce ad ottenere. Sono uno strumento antichissimo, si utilizzano non solo per la finitura del legno, ma anche in altri settori per la pulizia delle superfici, per la rimozione delle vernici, etc…

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Rasiere in metallo di diverse forme.

Le rasiere sono realizzate da una lamiera di acciaio, sagomata secondo una forma che permetta di raggiungere con comodità tutti i punti della superficie che si vuole lavorare, ed affilata sui bordi secondo una ben precisa procedura. Quando l’affilatura è perfettamente eseguita, la rasiera di acciaio è capace di asportare sottilissimi trucioli di legno con un taglio netto. Qui sta la differenza fondamentale con le carte abrasive, che invece lasciano una superficie del legno più porosa, con una maggiore rugosità superficiale. La rasiera invece dà al legno una finitura lucida, con minima rugosità, e nel caso dell’abete esalta l’alternanza degli anelli di accrescimento estivi e tardivi, conferendo tridimensionalità alla superficie del legno.

Le rasiere si possono realizzare a partire da dei semplici fogli di acciaio, di spessore variabile. Più sottile è lo spessore, più sottile sarà il truciolo di legno asportato. Di solito vanno da 1mm di spessore fino a 0.2-0.3 mm. Si trovano in vendita anche rasiere già realizzate con forme rettangolari, ovali, circolari, e ancora diverse.

Eppure anche uno strumento così semplice richiede una grandissima esperienza e manualità per la sua perfetta funzionalità. Una rasiera non affilata a dovere non riesce a produrre un truciolo, quando passata sul legno, e anzi rischia di lasciare dei solchi e graffiare la superficie.

Lo scopo dell’affilatura è quello di creare una “bava” (burr in inglese) sul bordo, secondo la foto qui sotto riportata:

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A sinistra: bordo della rasiera con angoli a 90°, a destra: lo stesso bordo dopo il passaggio dell’acciarino per creare la ‘bava’ di taglio.

Prima di creare tale bava, il bordo deve essere perfettamente pulito, lucidato e con i bordi perfettamente a 90°. Si fissa la rasiera su una morsa e si lavora il bordo inizialmente con una lima a ferro, cercando di stare quanto più possibile a 90° rispetto alla superficie della rasiera. Fatto questo avremo rimosso ogni eventuale precedente bava e riportato a crudo il bordo di metallo. Adesso occorre lisciare tale bordo per eliminare i segni della lima. Si utilizza una pietra da affilatura a granulometria sempre più fina. Una 1000-2000 ad acqua è più che sufficiente. Anche in tal caso si passa il bordo della rasiera sulla pietra, in modo che l’angolo sia sempre perfettamente di 90°. Si possono utilizzare anche delle guide per mantenere l’angolo giusto durante i passaggi sulla pietra. Dopo i passaggi su pietra, io utilizzo poi un disco di cotone con pasta lucidante per ottenere un bordo perfettamente lucido a specchio.

Ottenuto quindi un bordo con angoli a 90° e perfettamente lucido, privo di qualunque irregolarità, arriva la parte più complicata dell’affilatura, ovvero quello di ottenimento della bava. Si utilizzano in tal caso dei brunitoi o acciarini, ovvero dei tondini di acciaio durissimo (più duro ovviamente di quello della rasiera) che viene ripetutamente passato sul bordo, mentre la rasiera viene tenuta ferma in morsa. L’angolo con cui si passa da sinistra a destra e da destra a sinistra l’acciarino sul bordo determinerà l’angolo della bava e quindi anche l’angolo di lavoro della rasiera. Occorre fare delle prove per trovare l’angolo di taglio ideale per il proprio lavoro. Conviene anche affilare entrambi i lati del bordo della rasiera. Non importa sbattere e premere troppo fortemente l’acciarino sul bordo. Si ottiene una bava migliore e più duratura passando molte volte l’acciarino con un minimo di pressione.

Sembra facile a dirsi, ma ottenere una rasiera ben affilata e che tenga il filo a lungo non è per niente facile. Ovviamente il tutto è ancora più complicato quando si hanno rasiere dalle forme curve complesse, ma il metodo di affilatura rimane essenzialmente lo stesso.

Oggi giorno l’utilizzo delle rasiere nella lavorazione del legno è confinato a settori particolari come quello della liuteria, oppure a quei falegnami ancora ancorati per fortuna alle tecniche tradizionali. Le carte vetrate disponibili ovunque e di qualsiasi grana hanno rimpiazzato gran parte degli usi delle rasiere. Ma provare per credere la bellezza di una superficie di legno lisciata a rasiera, rispetto a quella lisciata con carta vetro!

In passato invece le rasiere erano uno strumento fondamentale per lisciare il legno. Stradivari e gli antichi liutai non avevano grandi disponibilità di carte abrasive. Alcune erano ad esempio la pelle di palombo o l’equiseto essiccati e poi riammorbiditi al momento dell’uso. Ma la finitura avveniva sempre a rasiera.

Le rasiere rettangolari e più spesse (1mm) si utilizzano ad esempio per portare a spessore le fasce degli strumenti. Le rasiere curve si utilizzando invece per la finitura delle superfici di piano e fondo e della testa.

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Rasiera in metallo e rasiera in vetro.

Esistono anche rasiere in vetro. Il mio Maestro liutaio mi ha trasmesso l’abitudine all’uso di questo tipo particolare di rasiere. Sono molto semplici e comode da realizzare a partire da una lastra di vetro sottile (2 mm o meno). Hanno però una vita molto limitata e vanno cambiate spesso. Ovviamente sono usa e getta! Io le utilizzo per la prima lisciatura più grossolana, lasciando poi la finitura vera e propria a quelle di metallo. Il bello delle rasiere in vetro è che con un po’ di pratica nel prepararle si possono ottenere delle curve davvero molto comode per raggiungere delle zone altrimenti difficili da lavorare. Mi raccomando, occorre molta attenzione per non tagliarsi con il vetro!

 

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