Scavo del fondo di una viola e calibrazione degli spessori

In questi giorni sto scavando il fondo di una viola. Si tratta di un viola costruita partendo dal modello della viola Mahler di Stradivari del 1672. Una viola molto particolare di Stradivari, nota soprattutto per il fondo in pioppo in due pezzi.

Scavare il fondo, sia di violino, viola o violoncello, è sempre una fase molto importante della costruzione di uno strumento. Non tanto nella fase iniziale di sgrossatura in cui si può andare abbastanza spediti di sgorbia o di pialletti, quando nella fase finale in cui ci si avvicina sempre più agli spessori finali e bisogna stare attenti a non togliere troppo legno e a non toglierlo nel punto sbagliato. Non esistono spessori finali di riferimento. Dipende dal legno, dalla sua densità, dall’esperienza del liutaio che sente con le mani la resistenza a diversi tipi di flessione trasversale o longitudinale del fondo. Questa fase della costruzione dello strumento è fra quelle che avranno un’influenza di primaria importanza sul suono dello strumento. Gli spessori al centro sono più grandi, mentre la zona superiore ed inferiore, che prendono il nome di polmoni superiore ed inferiore rispettivamente, hanno spessori più bassi, che a sua volta saranno raccordati agli spessori lungo i bordi. Utilizzare spessori alti, quindi un fondo piuttosto pesante e “massiccio”, sicuramente ne aumenta la resistenza nel tempo, ma ovviamente la maturazione del suono dello strumento richiederà assai più tempo. Il cannone di Paganini, violino realizzato da Guarneri del Gesù nel 1743 è uno strumento con un fondo con spessori molto più alti del normale (addirittura 6.2 mm nel punto più alto). A detta di molti esperti è un violino con un suono molto potente, ma probabilmente non era così potente appena realizzato. Considerate che Paganini lo ricevette in dono probabilmente nel 1802, quindi più di 60 anni dopo la sua costruzione.

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Tipico piallettino di ottone a lama e base curve.

In generale si può dire che fondi di spessori più elevati richiedono molto più tempo per “l’apertura” del suono dello strumento. Questa “apertura” è quel periodo che segue la costruzione e prima montatura dello strumento, dal momento in cui lo si inizia a suonare, in cui inizia tutto l’assestamento della struttura che porta ad un continuo miglioramento del suono, finché lo strumento raggiunge la sua voce “matura”. Questo processo include la maturazione del legno, dall’assestamento dei pori e delle venature per la trasmissione della vibrazione, l’assestamento della struttura sotto la forte spinta delle corde, etc…

Fondi di spessori più esili, a parte la minore resistenza, hanno il vantaggio (ma solo relativo) di avere una migliore prontezza di risposta e suono già maturo dopo breve tempo dalla costruzione, ma spesso il suono è anche meno potente e decade più velocemente nel corso degli anni o decenni, se non dei secoli!

Ogni liutaio ha i suoi spessori e di solito se li tiene per sé, 😊, non tanto il valore dello spessore, che preso da solo conta il giusto, quanto la distribuzione degli spessori, dalla zona centrale del baricentro geometrico e dalla zona in cui cadrà la spinta dell’anima, fino ai polmoni superiori ed inferiori, e non meno importanti ai bordi, dove la sguscia sopra al filetto definirà lo spessore minimo del contorno dello strumento. Anche qui è una questione di equilibrio. Un contorno dello strumento troppo rigido (spessori troppo elevati) corre il rischio di conferire troppa rigidità alla struttura, limitandone la libertà di vibrazione. Mentre spessori troppo esili, oltre ad indebolire la struttura, rischiano di avere l’effetto contrario, impedendo un efficace trasferimento della vibrazione in tutta la struttura.

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Compasso di Sacconi per avere una prima idea delle zone a più alto spessore durante la fase di sgrossatura.

Per il controllo degli spessori durante la lavorazione si utilizzano un classico spessimetro e un compasso, noto come compasso di Sacconi, che serve ad indicare con i segni lasciati dalla matita, le zone in cui gli spessori sono ancora più alti ed in cui quindi occorre ancora scavare.

Per oggi me ne torno a scavare il fondo della mia viola. Ancora c’è molto lavoro da fare ed i calli alle mani devono lentamente formarsi!