Suonare il violino

Ho sempre desiderato saper suonare il violino, ma le circostanze della vita hanno fatto sì che non intraprendessi questa strada in giovane età. Arrivato però a circa 27 anni ho deciso che dovevo provare a suonare questo meraviglioso strumento. E mi sono iscritto alla Scuola di Musica di Sesto Fiorentino. Prima non avevo mai studiato musica, se non alle scuole medie. Ho sempre seguito un’istruzione di tipo scientifico, dalle scuole superiori fino all’Università dove ho studiato Chimica. Sarà per questo forse che a un certo punto della vita ho sentito il desiderio incontenibile di liberarmi della scienza e dedicarmi alla musica e alle materie umanistiche.

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Il mio attuale violino: Guido Maraviglia (Pistoia), 1972.

Ero scettico all’inizio. Tutti, familiari per primi, mi dicevano che era tardi, che il violino si inizia a studiare da bambini, che non sarei riuscito etc, etc… Ecco, non credete mai a chi cerca di dissuadervi dai vostri sogni, a chi vi dice che è troppo difficile, a chi vi vuole uccidere le passioni che avete nel cuore! Non lo fate mai! Le persone riversano sugli altri le proprie incapacità, le proprie difficoltà, la propria pigrizia, per convincersi che sia la ineluttabile normalità del vivere. Seguite il vostro cuore, e starete sempre bene, con voi stessi e con il mondo! Alle volte tendo anch’io a dimenticarmi questa cosa e finisco per farmi mettere di cattivo umore dagli altri, con il loro pessimismo cosmico di fronte al cambiamento. Non dovrebbe mai accadere!

Quindi iniziai a suonare il violino una decina di anni fa. Non ero liutaio, non ne sapevo molto di questo mondo, e per cominciare comprai ad una cifra ridicola un violino cinese, che a detta del mio Maestro, suonava anche discretamente.

Devo dire che ho avuto un Maestro di violino veramente eccezionale. Se già avevo passione per questo strumento, il mio Maestro non ha fatto che farla crescere mese dopo mese, anno dopo anno, con infinita pazienza, ma anche con molta soddisfazione. Quando mi metto in testa una cosa, generalmente la ottengo, dedicandoci tempo ed energia. E così è stato per il violino. Suonavo tutti i giorni per 2-3 ore e anche più, con totale dedizione. Già lavoravo in una ditta nel settore chimico, e non sempre era facile trovare questo tempo, ma cercavo in tutti i modi di farlo. Il mio Maestro era stupito dalla velocità di apprendimento e dai continui progressi. Ho studiato tutti i volumi del Curci, il Sitt, il Mazas, il Kreutzer. Ho studiato le partite per violino solo di Bach, i concerti di Vivaldi, Mozart, e molta musica barocca. Tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro e studiare una partita di Bach era un sogno che si realizzava e mi dava una pace ed un benessere fino ad allora mai provati.

Del resto questo è abbastanza normale, quando si inizia a suonare uno strumento da grandi. Si impara più velocemente, ma ci si ferma anche prima ed è difficile progredire oltre un certo livello. I bambini imparano all’inizio più lentamente ma poi l’apprendimento è qualcosa che rimane dentro di loro e non possono che continuare a progredire. Comunque gli anni che ho dedicato allo studio del violino, anche se “in età” non canonica (ma ditemi voi se esiste un’età per inseguire un sogno o una passione?) sono stati anni bellissimi, pieni di emozioni. Ricordo i saggi di fine anno, le figuracce, e le esperienze stupende del suonare in orchestra. Appena dopo due anni che suonavo il violino il mio Maestro mi disse che stavano cercando di far rinascere un’orchestra amatoriale, la filarmonica di Fiesole, e mi chiese se volevo partecipare. Ovvio che mi buttai a capofitto in questa impresa. Mi ritrovai a suonare le danze slave di Dvořák, danze ungheresi di Brahms e danze polovesiane di Borodin. Era veramente troppo per il mio livello, ma l’esperienza in sé è stata sicuramente la più bella della mia vita. Ci fu un concerto finale al teatro romano di Fiesole e mi ritrovai a suonare nella fila dei secondi violini accanto a professionisti del Maggio Musicale.

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Il concerto al teatro romano di Fiesole nel 2010.

Oggi purtroppo mi sono reso conto che arrivato ad un certo livello, continuare a progredire nella qualità del suono e nella padronanza dello strumento è veramente difficile. Più che altro per una questione di tempo. Ci vogliono ore e ore di studio al giorno. E non si è più bambini o ragazzini con molto tempo libero. Il lavoro, la casa, i mille impegni. Poi ho intrapreso la strada della liuteria, insomma mi rendo conto che da un anno a questa parte il tempo che riesco a dedicare a suonare il violino è sempre minore. E mi dispiace moltissimo.

Il violino è stato davvero una cura importante per la mia anima, e sento che stare troppo tempo senza suonarlo non mi fa per niente bene. Per fortuna la liuteria per me è altrettanto importante, con la differenza che della liuteria si può vivere anche iniziando più avanti con gli anni, cercando di farla diventare la propria professione principale. So che i musicisti fanno una vita molto difficile e faticosa. Non parliamo neppure dei solisti, fanno una vita ai limiti del possibile.

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Ancora il mio violino, Guido Maraviglia 1972

Magari suonano oggi il concerto di Mendelssohn e domani quello di Beethoven dalla parte opposta del Mondo, e devono trovare anche il tempo di studiare e suonare prima del concerto. Poi la tensione emotiva… ma anche la vita del musicista d’orchestra non è facile. Le prove a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi giorno della settimana. Non esistono sabati e domeniche liberi. E quelli per gli altri sono giorni di festa (Natale, ultimo dell’anno, etc…) per loro sono giorni intensi di lavoro e di prove. Nel mio piccolo ho provato a stare in orchestra e suonare per 4-5 ore di fila non è come possa sembrare agli occhi delle persone. Si deve essere concentrati, attenti. Figuriamoci nelle grandi orchestre con grandi direttori!

Quindi posso dire di aver avuto la soddisfazione di imparare a suonare il violino. Avrei voluto farlo prima, iniziare da bambino. Forse adesso sarei un musicista di professione, non lo posso sapere! Ma sicuramente la mia anima, il mio carattere, sarebbero stati migliori. La musica fa bene all’anima. Andrebbe promosso lo studio della musica fin da bambini. E invece sembra succedere esattamente l’opposto. Alla scuola dell’obbligo ormai la musica quasi non esiste più e viene spesso fatta in modo molto approssimativo. Lo studio della musica, imparando soprattutto a far conoscere la musica classica, creerebbe sicuramente una società migliore. E non sono folle a crederlo!