Le controfasce

Le controfasce sono dei semplici listelli di legno che servono a rinforzare la struttura delle fasce, nonché a garantire una superficie di incollaggio sufficientemente ampia sia per il piano musicale, sia per il fondo. Sono realizzate in salice, in abete o in tiglio, comunque dello stesso legno degli zocchetti. Personalmente utilizzo il salice, che era ritenuto ottimo anche da Stradivari. Il salice (purché sia il vero puro Salix Alba e non ibridato con altre specie) è un legno leggero, di un bel colore rosso pastello uniforme, resistente, facile da piegare anche a freddo, perfetto per questo scopo.

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Controfasce per violino. Mollette rinforzate con elastici per le zone superiori ed inferiori, morsettini in alluminio per la zona delle CC.

Le controfasce devono essere rastremate una volta incollate in modo che lo spessore vada praticamente ad esaurirsi fino zero sull’incontro della fascia. Lo spessore e l’altezza sono molto importanti, perché controfasce troppo piccole non fanno la loro funzione fondamentale di irrobustimento e di aumento della superficie di incollaggio per piano e fondo, ma al tempo stesso controfasce troppo spesse e alte possono irrigidire eccessivamente tutta la struttura limitando le vibrazioni della cassa ed appesantendola inutilmente.

Alcuni liutai usano rastremare le controfasce prima di incollarle. Questo sistema è da evitare in quanto sarà poi molto difficile far aderire perfettamente le controfasce alle fasce durante l’incollaggio. Rimarrà quindi con molta probabilità della luce fra controfasce e fasce che può far insorgere strane vibrazioni. Al limite si può togliere l’angolino in basso della controfascia, per avere uno spessore già zero a contatto della fascia e poi finire di rastremarla a coltello e carta abrasiva una volta incollata. Questo ci evita di dover utilizzare il coltello molto vicino alla fascia in fase di rastrematura, col rischio di rovinare le fasce.

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Controfasce delle CC per violoncello e relativi morsetti di fissaggio in alluminio.

Le controfasce devono essere piegate a caldo similmente alle fasce. Per quanto riguarda le controfasce superiori ed inferiori, esse si appoggiano semplicemente agli zocchetti, senza alcun tipo di incastro. Basterà soltanto tagliare la controfascia alla misura perfetta e questa starà in posizione da sola. Diversa è la situazione per le controfasce delle CC. In tal caso essendo la curva verso l’interno, occorre praticare degli scassi negli zocchetti in cui verranno incastrate le estremità delle controfasce, per tenerle saldamente in posizione. Gli scassi sugli zocchetti si fanno con coltello e bedano.

La parte che più mi piace delle controfasce è il loro incollaggio! Si possono utilizzare dei morsettini appositi in alluminio, oppure delle semplici mollette per panni, rinforzate con degli elastici. Anche i morsettini sono molto semplici da realizzare partendo da un profilo ad U di alluminio, ma in commercio si trovano già disponibili di tutte le misure, anche se ad un costo non proprio economico. Per questo di solito utilizzo i morsettini di alluminio in corrispondenza delle CC, in quanto mi garantiscono un’aderenza migliore della controfascia alla fascia, mentre per le zone superiori ed inferiori utilizzo il metodo delle mollette per panni che funziona sempre molte bene. Nel caso di strumenti più grandi, quali violoncello o contrabbasso, ovviamente la forza necessaria per tenere aderente la controfascia è sempre maggiore, quindi mi trovo meglio con i morsetti in alluminio a vite.

È fondamentale tenere le controfasce sempre sopra la linea delle fasce, in modo da poter poi facilmente spianare tutta la struttura senza dover abbassare le fasce per riportarsi alla linea delle controfasce.

Come dicevo, la parte forse più noiosa e delicata è la rastrematura a coltello delle controfasce. Delicata perché bisogna stare molto attenti a non danneggiare le fasce quando si utilizza il coltello.

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Vista delle controfasce in salice dopo rastrematura, prima della chiusura della cassa.

Ovviamente utilizzando il metodo costruttivo classico cremonese della forma interna, si possono incollare le controfasce solo dalla parte del fondo prima di rimuovere la forma interna stessa. Una volta rimossa la forma si incolleranno subito le controfasce anche dalla parte del piano armonico per evitare assestamenti del legno che potrebbero far deformare le fasce. Lavorando con la forma esterna invece si incolleranno le controfasce sia dalla parte del piano che del fondo prima di rimuovere la struttura dalla forma esterna.

Con le controfasce di completa davvero il contorno dello strumento e la cassa si avvia sempre più alla sua definitiva chiusura.