Affilatura degli attrezzi, il “segreto” per un buon lavoro

Nel lavoro di liutaio occorre che i ferri del mestiere siano affilati alla perfezione. Devono tagliare il legno senza la minima incertezza, senza lasciare alcuna sbavatura e con un minimo di forza. Solo queste condizioni garantiranno un risultato accurato, preciso e pulito, in cui sarà la mano dell’artigiano a dirigere l’attrezzo dove si desidera. Una non corretta affilatura potrebbe rendere il taglio non liscio e netto o peggio ancora indirizzare l’attrezzo verso zone dove il legno offre minor resistenza, con conseguenti errori e lavoro finale incerto.

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Una serie di sgorbie di diverse misure

Gli attrezzi che richiedono affilatura costante sono: pialle, coltelli vari, rasiere, sgorbie e scalpelli.

Gli utensili necessari per fare il filo al metallo sono: mole classiche o mole ad acqua, pietre con varia granulometria, panni per lucidatura finale con pasta per pulimentatura.

Affilare gli attrezzi alla perfezione non è per niente facile. È una cosa che si impara a forza di ripeterla. È una questione di manualità, di leggerezza, di giusti movimenti della mano, che solo l’esperienza può insegnare. Per prima cosa è importante non aspettare che l’utensile perda completamente il filo prima di arrotarlo nuovamente. È molto più semplice e veloce ripetere spesso una semplice passata su una pietra da affilatura con grana 1200-2000 e poi lucidare su mola con dischi di cotone e pasta per pulimentatura, piuttosto che aspettare troppo e dover procedere con mole o pietre più grezze per ripristinare completamente il taglio. Ovviamente c’è anche il caso sfortunato in cui si rompa il taglio perché ad esempio si è urtato sul del metallo o perché l’attrezzo è caduto, in tal caso bisogna armarsi di pazienza e con una mola classica o meglio ad acqua, e diverse pietre, si cerca di restituire il taglio originario.

Pialle piatte e scalpelli sono relativamente semplici da affilare con una buona pietra, soprattutto se si ha un supporto apposito che permetta di mantenere la lama all’angolo giusto di affilatura sulla pietra. Più esperienza ci vuole invece nel caso di lame curve, come sgorbie, coltelli e pialle curve. In tal caso alcuni suggeriscono un movimento sulla pietra come se stessimo disegnando un 8, altri un movimento oscillatorio tipo onde del mare su una barca… non fa differenza il movimento, come dicevo è solo una questione di esperienza.

I giapponesi sono dei maestri nell’affilatura di spade e coltelli, non a caso molte delle migliori pietre da affilatura provengono proprio dal Giappone. Arrivano fino a delle granulometrie così fini (ad esempio 8000) che per uso in liuteria io trovo anche eccessive. Mi trovo bene con una pietra fra 1000 e 2000, già sufficientemente fine, ottima per ravvivare velocemente il filo.

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Ma le pietre da sole non faranno mai un filo perfetto sul metallo. Il passaggio finale fondamentale è quello di lucidatura, chiamato anche lappatura o pulimentatura. Il metallo viene passato su dei panni morbidi di cotone (si può usare anche del cuoio) con delle paste abrasive apposite. In questo modo il metallo si lucida a specchio si crea un vero e proprio filo come quello di un rasoio. E come fare a verificare quando un attrezzo è ben affilato? Ognuno ha il suo metodo… si può fare una prova direttamente sul legno, oppure si può provare ad appoggiare la lama sul bordo di un foglio di carta. La lama deve tagliare la carta quasi senza applicare forza. Oppure c’è un metodo ancora più drastico, la lama deve essere un vero e proprio rasoio e deve riuscire a tagliare i propri peli (provate su una mano o sul braccio) senza alcuna resistenza. 😊

Una storia a sé invece per le rasiere. All’inizio sono impazzito cercando di ottenere delle buone rasiere che tagliassero il legno in modo ottimale. Poi piano piano anche in tal caso si impara. È tutta una questione di quanta forza si applica nel passare l’acciarino sul bordo del metallo e con quale angolo lo si passa. Ovviamente il bordo del metallo deve prima essere perfettamente levigato e lucidato a squadra.

Insomma, questa non vuole certo essere una guida per l’affilatura degli attrezzi del liutaio. Non ho parlato in dettaglio di come si procedere, ma volevo solo scrivere queste due righe per far capire che i propri ferri del mestiere sono preziosi, vanno curati e devono essere in condizioni ottimali per garantire un buon lavoro. Poi chiaramente sarà la mano e l’abilità del liutaio a fare il resto.