La scultura della testa

La testa di uno strumento ad arco è una vera e propria scultura nel legno. La forma classica è quella di una spirale. In particolare, può essere approssimata ad una spirale logaritmica (come la voluta del capitello ionico), ma non esiste mai una corrispondenza matematica perfetta. Sono state fatte numerose ricerche sulla forma esatta della spirale degli strumenti del periodo classico, ma non si è mai individuata una sovrapposizione perfetta con una spirale deducibile da un’equazione matematica. Nei link e nei riferimenti che vi lascio alla fine dell’articolo potrete approfondire questo interessante tema, anche se forse rimane solo una mera curiosità geometrica e matematica.

 

In sintesi, la spirale deve essere armonica, ed in armonia con il resto dello strumento. Semplice, no? 😊 Ma cosa significa armonico quando si parla di estetica? Al di là di equazioni matematiche, di spirali logaritmiche, spirali auree, ioniche, etc… e di elucubrazioni varie, l’armonia -ed in questo caso direi anche la sensibilità artistica- è qualcosa che l’artigiano deve possedere nella propria manualità per trasmetterla al lavoro, coadiuvata da anni di esperienza. La prima cosa che colpisce guardano la testa di un violino è, infatti, il suo equilibrio, sia intrinseco, sia in relazione all’intero strumento. La dimensione della testa, la simmetria, la profondità delle volute e della sguscia del dorso, l’andamento regolare e sinuoso delle volte della spirale, lo smusso, eventuali decorazioni, etc… cioè il “carattere” della scultura nel suo insieme, delicato e femminile oppure più rude, maschile, sono la firma distintiva del liutaio. La testa dello strumento è la parte del lavoro del liutaio che, sicuramente più di tutte le altre, mette in evidenza la sua abilità manuale e la sua personalità stilistica.

In questo senso, i liutai, antichi e contemporanei, si sono sbizzarriti nel creare sculture particolari, ovvero teste di leone, di draghi, di ninfe, musici, etc… Ma a mio modesto parere, o si hanno delle abilità manuali notevoli per creare sculture davvero bellissime, altrimenti, come dice il mio Maestro, meglio imparare a fare bene una classica spirale, che è già un lavoro molto complesso. Se non in riproduzioni di strumenti medievali o barocchi, dove teste di forma particolare hanno un significato storico, in generale non amo questo tipo di sculture su violini moderni.

Per finire, la testa non ha una funzione sonora. O meglio, forse è l’unica parte dello strumento la cui realizzazione non presuppone che si tenga conto dell’effetto di tale scultura sul suono dello strumento. Certo, queste espressioni non vanno prese come un’eccessiva semplificazione. La testa fa comunque parte dello strumento musicale, vi si trova la scatola dei piroli (o bischeri) ed è da qui che partono le corde. Anch’essa “suona” insieme allo strumento, quindi contribuisce comunque alla massa vibrante complessiva dello strumento, facendo al limite una sorta di effetto sordina.

Devo dire che trovo sempre rilassante la costruzione della testa, e la realizzazione della spirale. Sarà per la mia ossessione per la simmetria e per l’indole al perfezionismo che mi hanno sempre contraddistinto fin dalla giovane età, ma dedicare tempo a ricercare la simmetria nella spirale, a rifinire i vari giri rispettando tutte le dimensioni, mi dà sensazioni piacevoli.  Inizio la scultura della testa dopo aver già chiuso e filettato la cassa, quindi con buona parte del lavoro concluso. Per cui vivo la realizzazione della testa come l’ultimo gradino da salire prima di finire lo strumento in bianco. Sto ancora imparando a realizzare la testa dello strumento, cercando di ottenere il risultato estetico che mi ero prefisso, e non è per niente facile. Del resto lo diceva il mio Maestro, all’inizio la testa non viene come si vuole che venga, ma viene come vuole venire. Nel senso che l’inesperienza e l’imprecisione del giovane liutaio non sono ancora capaci di dirigere l’estetica del lavoro finale verso quello che la mente si è prefissato. Errore su errore, imprecisione su imprecisione, si è costretti a correggere, riprendere, modificare una curva, uno smusso, ed alla fine ci si allontana da quello che volevamo ottenere. Appunto la testa viene come vuole venire! 😊 Questo pensiero vale durante tutta la costruzione dello strumento, ma nella testa devo dire che è particolarmente veritiero!

Spesso la testa e la spirale vengono ripresi da modelli classici, mediante l’uso di apposite mascherine che riportano dei buchi per segnare sul legno l’evoluzione dei giri della spirale.

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Mascherina per riportare il disegno della spirale e del manico.

La spirale è una figura geometrica di cui la natura fa ampio utilizzo nelle sue splendide creazioni, dalle piante, alle conchiglie, ai minerali, a molte altre forme viventi e non solo. E non so per quale motivo storico estetico sia finita nella testa degli strumenti musicali, ma direi che nessuna forma geometrica poteva essere più naturale e adatta a conferire armonia e bellezza a tutto l’insieme.

https://it.wikipedia.org/wiki/Voluta

http://www.emis.de/journals/NNJ/Ekwall.html

http://wscg.zcu.cz/wscg2003/papers_2003/i31.pdf

Kevin Coates, Geometry Proportion and the Art of Lutherie, Oxford University Press