Si continua con le fasce del violoncello…

In questi giorni sto continuando a piegare ed incollare le fasce del violoncello! Di solito per il violino o per la viola mi bastano due giorni: il primo incollo le due CC, il secondo giorno tutte le fasce superiori ed inferiori. In questo caso i tempi sono assai più lunghi, in pratica riesco ad incollare solo un pezzo di fascia al giorno, quindi un totale di 6 giorni per completare le fasce del violoncello.

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Fasce violoncello

Principalmente per una questione di tempo necessario per gli aggiustamenti e di quantità di morsetti e contro-sagome necessarie per garantire un buon incollaggio… E quante insidie! Intanto è assai complesso mantenere la fascia perfettamente perpendicolare alla forma interna. Durante la piegatura a caldo è infatti molto difficile ottenere una curva costante e senza “bozzi” per tutta la lunghezza e la larghezza della fascia, soprattutto in corrispondenza di cambi di venatura e di marezzatura del legno. La tendenza a queste difettosità (che comunque si riscontrano quasi sempre in molti violoncelli del periodo classico) aumenta al diminuire dello spessore della fascia. Stradivari utilizzava spessori relativamente bassi per le fasce (1.3-1.5 mm) ed usava poi rinforzare le fasce incollandovi delle pezze equidistanti di tessuto di lino all’interno, fra le due controfasce.

 

Per la mia esperienza, meglio non bagnare troppo la fascia prima di piegarla, ed eventualmente utilizzare un panno umido tra fascia e lamierino durante la piegatura a caldo sul piegafasce. Anche la temperatura del piegafasce gioca un ruolo fondamentale. Prima piego la fascia in modo da adattarla perfettamente alla sua posizione e la fisso temporaneamente con i morsetti. Fisso la fascia sia in corrispondenza dei punti di incollatura sugli zocchetti, sia sulla forma interna per mantenerla ben aderente e quanto più possibile diritta, verificando l’ortogonalità rispetto alla forma e facendo i dovuti aggiustamenti nelle posizioni di incollaggio sugli zocchetti. La lascio quindi in posizione per diverse ore, in modo che il legno ancora umido finisca di asciugare e si assesti. Ricontrollo la posizione e se tutto è corretto, procedo con l’incollaggio. Non rimuovo tutta la fascia a questo punto, ma lascio in posizione i morsetti che tengono fissa la fascia alla forma interna, quindi allento soltanto i morsetti su di uno zocchetto, stendo la colla su zocchetto e fascia e rimetto i morsetti. Ripeto quindi anche per l’altro zocchetto. In questo modo limito eventuali spostamenti della fascia durante l’incollaggio. Ho notato infatti che nel momento in cui si stende la colla, le superfici di incollaggio così ampie diventano molto scivolose e tendono a slittare nel momento in cui si stringe il morsetto. Proverò con altri tipi di morsetti che si stringono a cricchetto, invece che avvitando, per ridurre questo fastidioso slittamento.

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Particolare della morsettatura delle fasce del violoncello

Viste le ampie superfici di incollaggio in gioco, bisogna stare anche molto attenti alla temperatura ambiente, per evitare che la colla rapprenda prima di aver finito di stenderla. E occorre prestare molta attenzione anche all’eccesso di colla che fuoriesce dalla parte della forma interna. Di solito stendo della cera sulla forma interna per circa 5 cm dagli zocchetti e poi applico anche del nastro adesivo per maggior sicurezza. Inoltre è bene lasciare lo zocchetto sempre un po’ più alto rispetto alla forma interna (uno scalino di circa 1mm o meno), in questo modo la fascia starà più distante dalla forma evitando che la colla in eccesso la faccia incollare alla forma. Se vedo della colla che è fuoriuscita dallo zocchetto, utilizzo un filo metallico sottile per rimuoverla quando è sempre gelatinosa.

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Per oggi vi lascio, torno a piegare un po’ di fasce!